Spazio Pour Parler

#staiseregno*

Tra qualche anno potrò scrivere un libro che inizia più o meno dicendo che “in quel periodo arrotondavo lo stipendio componendo testi a cottimo per un service provider europeo che aveva preso in appalto i siti web di centinaia di migliaia – ma forse anche milioni – di micro-aziende e esercizi commerciali italiani da un nota internet company nazionale che aveva assorbito un’altra mega struttura di quelle così fuori tempo da essere destinata a sparire, tanto quanto i suoi elenchi telefonici di un’epoca che non esiste più. Un sistema che faceva drizzare i capelli ai puristi del lavoro pagato il giusto ai professionisti come me (un copywriter o, come storpiavano malignamente i detrattori, un coprywater o ancora come male-interpretavano maldestramente i meno avvezzi alla rete in copyrigther come se, anziché scrittori di minchiate fossimo in realtà paladini dei diritti di chi produce contenuti, ora chiudo la parentesi state tranquilli) ma che in tempi in cui non si sa cosa può succedere domani è bene mungere la mucca finché è calda o battere il ferro finché ha le mammelle gonfie di latte o forse viceversa.

Comunque, e sto continuando il romanzo che scriverò tra qualche anno, mi venivano affidati quotidianamente progetti relativi a ragioni sociali dai nomi più assurdi che, annegati in quei altrettanto assurdi mantra di parole chiave in ottica SEO SEM CAM JAFET, vivevano nell’illusione che grazie al mio apporto il loro brand casereccio potesse avere una visibilità dignitosa.

Tutto questo per dire che a furia di leggere nomi di esercizi commerciali di provincia (ora non sto più scrivendo come se fosse il libro che pubblicherò, infatti il tempo dell’azione ora è al presente) mi è venuta questa mania di camminare con il nasone all’insù a osservare le insegne per vedere se ne trovo qualcuna di quelle a cui ho offerto i miei servigi, anche se di negozi, come saprete, ce ne sono sempre di meno. Stamattina ho lasciato la macchina a un meccanico di un paese di una provincia che più provincia non si può (e che non è Milano ma che è a venti minuti da casa mia) un posto peraltro divenuto celeberrimo per certi legami tra il potere e la ‘ndrangheta.

Per farla breve, ho lasciato l’auto per la revisione dell’impianto gpl al meccanico e avendo un’ora di tempo da buttare mi sono fatto quattro passi in centro. Era sabato mattina e brulicava di famigliole vestite da provincia a spasso a comprare cose da provincia. Tutto preso dalla mia deformazione professionale di leggere cosa c’è scritto sulle vetrine dei negozi, mi sono reso conto che nell’insieme ce n’erano veramente tanti dai nomi degni di menzione speciale. Mi spiace di non aver ancora scritto i testi per loro, ma se mi capiterà il divertimento sarà assicurato.

Nell’ordine sono passato davanti a:

.La fabbrica del vapore sigarette elettroniche (che invece a Milano la fabbrica del vapore è un posto super-trendy)
.Interno chic (l’aggettivo chic non lo leggevo almeno dagli anni settanta)
.Tutto amore (mi chiedo che cosa vendano ma mi incuriosisce)
.Il botteghino (ed è subito festainpiazza a Telelombardia)
.Equivalenza only essenza (WTF????)
.Joe tech (un onesto Bob aggiustatutto in ambito informatica)
.Galleria J.F. Kennedy, che in un posto così fa sorridere
.Fermento yogurt e gelato (ho già i brividi)
.Filatelia e numismatica (chissà come campano questi nel 2017)
.La casearia (saggezza contadina)
.Uber viaggi (che non c’entra nulla con l’altro Uber ma chissà se scatena lo stesso l’ira dei tassisti che ascoltano Radio Padania)
.L’allegria bottega (vi immaginate le risate dei commessi?)
.Alto palato enogastronomico (roba da masterchef?)
.PolentOne (spero si pronunci polent uan)
.Caffetteria belle epoque (un cicinin pretenzioso)
.Birrificio proudly local (born to live in un buco di culo)
.Anima e vino (quindi lo spirito?)
.L’erba voglio taglie forti (legalizzamola)
.Osteria dei vitelloni (anacronistico)
.Il pigiama & homewear (avrei aggiunto una tag tipo “non solo camicie da notte”)
.EpiLate (non è mai troppo tardi per togliersi i peli?)
.lo spaccio del gelato artigianale (potrebbe essere il mio pusher di fiducia)
per finire con Beautiful Dog, che si trova a un tiro di sputo da Gatti Elio e Gatti Luigi.

Fatevi un giro anche voi, se avete capito di che paesino si tratta.

*il titolo è stato involontariamente suggerito da uno dei miei dj preferiti di sempre

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