crisi di identità digitale

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A casa mia quando c’è da pagare il bollo della macchina andiamo in crisi non perché mia moglie ed io abbiamo un’auto a testa ed è difficile tenere traccia di una doppia gestione delle transazioni, piuttosto perché abbiamo due profili diversi sul portale dei tributi della Regione Lombardia e nessuno dei due si ricorda i dati di accesso. C’è poi il problema del codice Verified by Visa che bisogna digitare per autorizzare il pagamento e lo sforzo raddoppia. Quest’anno si è aggiunta la necessità di controllare periodicamente il registro elettronico del liceo di nostra figlia, per il quale il sistema della scuola ci ha fornito tre credenziali diverse – username, password e PIN- per tutti e tre i membri della famiglia, il tutto non personalizzabile. C’è poi la questione degli acquisti su Zalando, territorio di mia moglie, e di Amazon, in cui invece tra dischi, libri di testo e accessoristica elettronica varia spadroneggio io, per i quali occorre ogni volta digitare i dati corretti per procedere a finalizzare l’operazione. Per non parlare del mio vizio di collezionare account di posta su Gmail con i nomi più assurdi, dai titoli delle canzoni dei The Cure fino a tutti i miei moniker delle mie molteplici sembianze sull’Internet e sui social network di cui Plus1gmt oltre a essere quella definitiva è forse anche quella più brutta, e non avete idea di quanti me ne sono persi per strada. Ma l’elenco continua con i siti in cui occorre l’autenticazione a più passaggi: l’Internet banking, l’assicurazione sul sito delle Poste Italiane, la pensione integrativa su quell’altra agenzia, e moltiplicate tutto questo che ho scritto sin dall’inizio per tre componenti del nucleo famigliare. C’è anche Istanze on line, lo SPID, l’INPS, Facebook, Twitter e compagnia bella, Spotify, Netflix, Trenord, Trenitalia, ATM, PayPal, Discogs, l’Esselunga, il cibo per gatti all’ingrosso, il Libraccio, Anobii e il sito del Consorzio Bibliotecario in cui prenoto tutte le mie letture a ritmi vertiginosi, la posta dell’ufficio, il portale per scaricare la grafica vettoriale, Office Online, Endomondo per misurare quanto corro e chissà quanti ne avrete voi da aggiungere. Il punto è che non ce la possiamo fare. Usare sempre le stesse credenziali è sbagliatissimo, però, credetemi, rischiamo davvero di impazzire. Un giorno dimenticheremo tutto e l’Internet esploderà come quando lasci acceso il gas e dentro e tutto chiuso a basta solo una scintilla. E se volete proprio saperlo, la password di questo blog è

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