l’ultima volta non arriva mai

Pubblicato il Pubblicato in alti e bassi di fedeltà sonora, Spazio Pour Parler

Una canzone dura meno di cinque minuti mentre per un film ci si impiega almeno un’ora e mezza e per un libro ci vuole come minimo una giornata, a essere ottimisti e a non fare altro nella vita. Questo è il motivo per cui i libri si rileggono molto più raramente di quanto si vedono i film, anche se si tratta di un comportamento assolutamente soggettivo, come potete immaginare. Nella nostra vita ci capita di rivedere un film più volte perché magari lo passano in tv, o ne abbiamo una copia su dvd in casa oppure è disponibile su Netflix. A parte la bellezza in sé, si suppone che se rivediamo un film è perché ci è piaciuto di brutto, la sicurezza di sapere come finisce è comunque appagante e consente di seguirlo con maggior rilassatezza, almeno per me è così. Analogamente, rileggendo una storia stampata, appena inizia a delinearsene il finale iniziamo a sentirci più tranquilli sapendo che le cose stanno per tornare a posto o, se sono cose brutte, finiscono lì e, riposto il libro nello scaffale, si ristabilisce l’equilibrio in cui la finzione e la nostra vita tornano a essere vicende separate.

La canzone invece dà un contributo in appagamento piuttosto veloce e immediato, differente dall’arte figurativa, anch’essa istantanea, in quanto la musica ha una proprietà dinamica indubbia per quale, modulandosi e trasformandosi lungo la sua durata, ne prolunga il piacere nel tempo ma toccando diversi punti dei nostri sensi durante l’ascolto, non so se mi spiego. Non solo. L’ascolto di una canzone può essere ripetuto fino alla nausea. Resta il mistero, almeno io non ci ho mai capito nulla, di come facciamo a renderci conto che la canzone che abbiamo appena scoperto sarà una di quelle che poi ascolteremo migliaia di volte nel corso della nostra vita. E, visto a posteriori, chissà come ci è sembrata quella canzone lì, quella che è presente da sempre nelle nostre compilation o playlist, la prima volta che l’abbiamo sentita. Chissà se c’è stata una specie di scintilla come accade nelle storie d’amore oppure c’è un altro tipo di reazione chimica a cui nessuno ha ancora trovato una risposta.

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