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ben colti ai margini

Il quartiere della periferia nord di Milano adiacente al paesello in cui abito soffre di tutti i disagi tipici degli estremi territoriali delle grandi città e costituisce la prova provata che la cura delle parti comuni e della cosa pubblica è unicamente a carico delle istituzioni. Se le istituzioni non arrivano così distanti dal centro, gli abitanti della periferia se ne guardano bene dall’essere collaborativi. I cittadini sostengono di pagare le tasse (io non ci credo) e pretendono una macchina organizzativa efficiente anche nel mantenere dignitosamente gli spazi pubblici. Il problema è capire il motivo per cui, quando gli spazi sono così lontani dal cuore della città, sia così complicato sistemare le cose (pulire, garantire la sicurezza, far rispettare dei parametri di decoro urbano) ma anche, dall’altra parte, comprendere il motivo per cui al cittadino costi così fatica impegnarsi per sopperire alle manchevolezze degli organi di competenza.

C’è però un aspetto che mi colpisce sempre, quando passo da lì. Malgrado i disagi di cui sopra e riconducibili al caratteristico degrado architetturale, alle condizioni delle infrastrutture, alla povertà di chi ci vive e a tutti i fattori conseguenti alla dimensione di un quartiere piuttosto popolare (scarsissimi valori di integrazione delle comunità di immigrati, tra di loro e con i nativi), la municipalità fa sentire la sua presenza per l’abbondanza di poster relativi a iniziative culturali (mostre, concerti, teatro) spesso molto di nicchia. Chiaro che non c’è nulla di male, anzi. Ho notato però che vengono pubblicizzate manifestazioni di cui in centro non trovo traccia. Non ho idea del criterio con cui siano individuati gli spazi per le affissioni, però l’impressione che ho è che nei quartieri centrali di Milano muri e pannelli siano presi d’assalto dalla pubblicità aziendale e che all’arte e alla cultura rimangano solo le briciole e le zone meno esclusive.

La mia speranza è che, malgrado tutto ciò che possiamo pensare, il target di questa cultura piuttosto di nicchia sia comunque appropriato. Ci saranno persone interessate qui in periferia? E se sì, più che a Milano centro? Non ho nessun dato a supporto di questa tesi, potrebbe essere una cretinata, quindi prendetela così, e se volete essere informati su mostre, concerti e spettacoli teatrali, fatevi un giro dalle mie parti.

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