Spazio Pour Parler

progetto pilota

C’è un tratto lungo una strada provinciale alle porte di Milano che è delimitato da una rotonda dedicata ad Alberto Ascari e quella successiva, intitolata a Michele Alboreto. La concentrazione di assi del volante fa venire voglia di spingere a tavoletta ma, a parte di notte o in caso di day after, è difficile superare la guida a passo d’uomo, una caratteristica comune delle arterie dell’hinterland. In certi momenti della giornata non è facile distinguere tra le macchine in difficoltà o quelle che attendono diligentemente il momento di fare qualche metro in più, e solo il mio acuto spirito di osservazione mi ha permesso di intervenire in aiuto del signor Pasquale F. che, in loden e al posto di guida di una vecchia Ritmo malgrado i suoi 85 anni suonati, si è bloccato completamente. È andato in panne lui, e non la sua auto.

Si è improvvisamente dimenticato di una sequenza base fondamentale per consentire alla propria vettura di proseguire, ovvero premere il pedale della frizione, ingranare una marcia – se si è fermi solitamente la prima -, sollevare il pedale della frizione e al contempo accelerare. Un black out alle persone anziane talvolta capita, li ho pure io che non sono per niente da buttare via per cui la cosa non mi ha sorpreso. Con un altro paio di automobilisti, sorpresi dalla vigorose sfollate emesse da quel rudere meccanico (il signor Pasquale continuava  premere infatti l’acceleratore preoccupandosi che la Ritmo non si muovesse di un millimetro), abbiamo accostato subito, davanti a lui, e, dopo averlo tranquillizzato, ci siamo messi a spiegare l’ABC di come si conduce un autoveicolo.

Il signor Pasquale non sembrava però convinto nemmeno alla fine della lezioncina, forse occorreva iniziare dal capitolo precedente ma non potevamo dedicargli troppo tempo. Ci ha persino raccontato di suo figlio che, più o meno mio coetaneo, si compra solo station wagon e nient’altro perché per lui sono il massimo dal punto di vista della tecnologia e del design, e di suo nipote, che invece prova disaffezione per le auto di proprietà e, quando vede i Flixbus fermi ai distributori mentre fanno il pieno, pensa ai progressi del settore dei trasporti.

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