alti e bassi di fedeltà sonora

un musicista scopre che la sua master keyboard Roland non funziona su Windows 10, leggi il post che ha commosso il web

Più o meno dieci anni fa ho smesso di suonare. Non ricordo esattamente la data, forse era il duemila e nove, ma ai fini narrativi facciamo finta che proprio oggi cada il decennale di quel primo giorno di primavera in cui ho messo in cantina senza più tirarli fuori, se non per venderli, i miei preziosi – anche da un punto di vista affettivo – sintetizzatori analogici (per la cronaca, da quest’anno e per i prossimi ottanta, l’equinozio è stato anticipato di un giorno, e spero di non essere l’unico a domandarsi che fretta c’era, spero abbiate capito la battuta). In tutto questo tempo mi sono chiesto, dandomi pure delle risposte più che esaustive, il perché abbia smesso, e ne ho scritto più volte anche qui. Il mio consiglio è che se avete smesso di suonare segnatevi da qualche parte, come fate con le password, il motivo e, ogni tanto, andate a rileggerlo e riflettete su quanto è bello ascoltare musica senza essere musicisti.

Se fossi stato più ricco e mi fossi potuto permettere una casa con una stanza dedicata, uno studio in cui tener montata tutta l’attrezzatura in modo da poter smanettare ogni tanto, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Non so sei siete tastieristi, ma provate a immaginare quattro catafalchi da più di 20kg l’uno, ciascuno di circa un metro per cinquanta cm di profondità per una trentina di spessore, da dover ogni volta tirare fuori dal loro flight case, cablare, collegare a un sistema che ne consenta l’amplificazione (quindi un mixer con due casse, anch’esso dotato di dimensioni non irrisorie), il tutto connesso a un computer.

Se suoni la chitarra, un hobby che comporta uno sbattimento altrettanto demotivante in fase di allestimento del set, alla peggio agguanti la tua chitarra acustica e, di riffa o di raffa, qualcosa di simile a quello che avevi in mente lo tiri fuori. Il pianoforte non sta al sintetizzatore o ai virtual synth di Reason come una sei corde acustica sta a una Les Paul collegata ad un Marshall con tutte le diavolerie a pedali. Piano e synth sono due strumenti musicali completamente diversi.

Ma la tecnologia, per fortuna, si è evoluta moltissimo e oggi basta un pc con un software musicale, una scheda audio e una tastiera muta (si chiamano master keyboard) anche solo di un’estensione di tre ottave per far felice un tastierista. Per questo, approfittando di un’occasione che non vi posso ancora rivelare, ho investito un centinaio di euro in una fiammante scheda audio USB Focusrite Scarlett Solo che ho connesso al PC, un Asus con un processore I7 che dovrebbe garantirmi prestazioni decenti, su cui ho installato Ableton Lite, fornito nel pack della scheda audio.

E qui viene il bello, anzi la nota dolente. Ho riesumato una vecchia master keyboard Roland PC300, acquistata alla fine del secolo scorso, ma già dotata di connessione USB. Ho collegato agevolmente la Focusrite (un gioco da ragazzi), ho installato Ableton e un set di strumenti virtuali compresi con il software (idem), per poi scoprire che la Roland non fornisce il driver per far funzionare la PC300 su Windows 10.

Poco male, mi sono detto, anche se già a quel punto (erano le undici di sera passate) mi giravano i coglioni come non potete immaginare. Mi sono ricordato di un’interfaccia midi/USB della Edirol di cui mi ero dotato in seguito per programmare i suoni dell’unico synth che mi è rimasto, uno sfiziosissimo MicroKorg, tramite connessione con il computer. Inutile dire che la Edirol, pappa e ciccia con la Roland, si è resa rea della stessa ingiustizia. Nemmeno l’interfaccia midi/USB funziona su Windows 10 e del driver nemmeno l’ombra.

Sono rimasto allora ancora un po’ lì, a contemplare tutta quella tecnologia impossibile da connettere l’una all’altra per trarne il beneficio per cui è stata pensata e quindi, a suo modo, morta. Un potente software per fare musica, una fiammante scheda audio, un sintetizzatore con vocoder divertentissimo da suonare, e una master keyboard che altro non dovrebbe fare che inviare input al pc come qualunque altra periferica informatica e trait d’union per tutto ma, a causa dell’indisponibilità del driver non aggiornato, al momento risulta morta. Morta come l’arte irrealizzabile senza gli strumenti adeguati.

Ho ascoltato un po’ di musica godendomi la spettacolare qualità audio in cuffia della Focusrite. Quindi ho spento tutto e sono andato a letto, avendo ben chiaro il motivo per cui, il ventun marzo di dieci anni fa, anche se non è proprio quella la data esatta ma facciamo finta che lo sia per scopi narrativi, ho smesso di suonare.

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