alti e bassi di fedeltà sonora

noi che continuiamo a farci dei film

Una volta ho scritto che tra gli oggetti più comuni che è facile trovare nelle case della gente c’è anche una copia di “Making Movies”, il terzo album dei Dire Straits dall’inconfondibile copertina rossa e blu. “Making Movies” è uno dei dischi più significativi di tutta la storia della musica anche se, uscito in piena era post punk, costituiva una voce piuttosto distante dal suono in voga ai tempi e per gli integralisti di certo non era un ascolto consigliato. A me “Making Movies” continua a piacere un sacco, possiedo tutt’ora la copia in vinile acquistata allora, e lo ascolto sempre volentieri. Nel 1980, a tredici anni, “Making Movies” era un disco su cui sognare, guardarne i video e colonna sonora per elaborare trame sentimentali di un certo tipo. La seconda traccia del lato A, la celeberrima “Romeo and Juliet”, è ancora oggi una delle più struggenti canzoni d’amore di tutti i tempi. Ecco, anche se è tutt’altro che new wave, “Making Movies” lo metterei senza problemi nei famosi 1000 dischi più importanti della mia vita. E voi? Avete la vostra copia in casa di “Making Movies”?

“Juliet, the dice was loaded from the start
And I bet, and you exploded into my heart
And I forget, I forget the movie song
When you gonna realize it was just that the time was wrong, Juliet?”

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