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le mucche

Sul ruderi della vecchia cascina la famiglia Di Gallo ha fatto costruire una modernissima ma nell’insieme sobria villa dotata di tutti i comfort. Del precedente impianto edilizio, in realtà, resta ben poco, se non le pietre che caratterizzavano la casa e che sono state riutilizzate per dare alla facciata principale qualche elemento di contestualizzazione con l’architettura rurale tipica dell’Appennino. La nuova villa poggia su vere e proprie fondamenta, questo evita gli annosi problemi di umidità delle stanze a piano terra. Dentro, le stanze sono disposte secondo un criterio moderno e garantiscono una privacy standard a differenza della pianta precedente che, così stretta, rendeva necessario attraversare ogni locale per spostarsi, camere da letto comprese. Per la famiglia di contadini che l’aveva costruita quasi due secoli prima, questo aspetto non costituiva un problema. Ma il vero punto di forza è la piscina di cui è dotata, i figli dei nuovi proprietari di sicuro apprezzeranno questo plus. Un tempo, a parte il costo, sarebbe stato fuori da ogni immaginazione. Il trisnonno della famiglia Di Gallo, se fosse ancora vivo, ricorderebbe il perché. Per anni ha trascorso le estati in affitto lì. Portava con sé tutto il necessario per dipingere. Per la nipote musicista addirittura faceva arrivare un pianoforte dalla città. Una famiglia di artisti. Nei suoi soggetti, il Dottor Armando, così si chiamava, amava ritrarre la quotidianità della vita di campagna, così diversa e così povera rispetto a ciò di cui era uso circondarsi. Qualche quadro del Dottor Armando, che comunque poi ha avuto un discreto successo artistico, oggi è appeso alle pareti della nuova villa. Quello che preferisco è il ritratto delle due mucche nella stalla, un ambiente che ricordo bene perché l’odore che ne usciva non passava inosservato. Era un ambiente buio che prendeva luce solo dalla porta e dalla feritoia del fienile soprastante, da cui si potevano foraggiare le bestie. Il quadro non è veritiero, da questo punto di vista, ma immagino si tratti di un compromesso necessario. Una mucca è girata verso la sorgente luminosa a sinistra del dipinto, come si curasse che da fuori non arrivi nessuno pericolo. L’altra osserva il pittore proprio come oggi si chiede, a chi si vuole immortalare in una foto, di guardare l’obiettivo.