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il dono

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Ai bambini puoi chiedere tutto ma la regola per cui non si restituisce una cosa al precedente proprietario che ha deciso di regalartela è più vincolante di una legge naturale. Si tratta di un patto che ha radici che si perdono nell’infanzia dei nostri avi e poi su su fino a quando non c’era granché da regalarsi se non qualche strumento primitivo con cui i bambini dei tempi più remoti si dedicavano ai loro giochi. I cosiddetti tesori da nascondere e mostrare solo agli amici più fidati. Non si tratta solo di possesso, ma è qualcosa di più. È un elemento viscerale che rivela la nostra animalità e che solo anni di sovrastrutture riescono a mettere a tacere. Ciascuno di noi ha provato questo stato d’animo, ne è rimasto ferito o, orgogliosamente, è riuscito nell’intento di vincere la sfida. Certi nostri incubi da vecchi probabilmente risalgono a lì. La condivisione è un sentimento complesso che solo l’intelligenza riesce a scardinare. Ma da piccoli prevalgono pancia, gambe, braccia, mani, pugni, respiro e sudore. Un dono è scindere una parte di sé e, nella situazione più estrema, non c’è tempo per individuare cause, valutare gesti, considerare conseguenze. C’è l’atto e solo quello. Prima di regalare qualcosa a qualcuno, se siete bambini, pensateci bene perché, dopo, non si può più tornare indietro.