tecnologia e altri incidenti

i migliori modelli di auricolari per smartphone sul mercato

Mi piacerebbe essere un influencer in ambito tecnologico solo per ricevere in prova (o in omaggio) qualche prodotto e risparmiare così tutti i soldi che spendo per comprare quelli che si rompono. Sono pochi i dispositivi che mi sono durati tanto. Ho un impianto stereo con pezzi risalenti al 1978 e qualche innesto acquistato a metà anni novanta e va tutto da dio, per dire.

Da quando uso gli smartphone, invece, ho cambiato un numero di cuffie e auricolari esorbitante e, a parte in un solo caso in cui sono rimaste impigliate nella portiera della macchina e le ho trascinate per un centinaio di km, per il resto si sono sempre rotte loro. E non è nemmeno una questione di fascia di prezzo, a meno che non mi diciate che tra un modello da dieci euro e uno da quaranta la qualità sia la stessa. Ho alternato marche storiche come Philips e Pioneer a brand recenti come Aukey, ma per uno o per l’altro motivo qualcosa è sempre andato storto. Si rompe un canale. Malgrado siano commercializzati come waterproof non resistono al sudore della corsa.

L’ultima sorpresa sono queste Adorer Auricolari Sport RX6 che sono perfette, non scappano dalle mie orecchie asimmetriche, reggono la mia copiosa sudorazione e l’audio si sente egregiamente ma – non so dirvi perché – mandano in tilt il mio Moto G5 Plus. Dopo aver estratto le cuffie, lo smartphone resta come se le cuffie fossero ancora inserite impedendo il funzionamento del microfono e dell’audio del telefono. Si può telefonare solo in viva voce e la musica non si sente più dallo speaker del dispositivo. Per far tornare tutto normale occorre ingegnarsi con una combinazione random di metti e leva le cuffie, spegni e riaccendi il telefono, qualche ricerca in rete su come ovviare al problema e, perché no, qualche parolaccia contro il fato e la tecnologia. Ora, cari produttori di tecnologia, se seguite questo blog perché ne avete compreso le potenzialità di business che può portare al vostro brand, sappiate che sono a vostra disposizione per testare quello che producete e farvi pubblicità. Inizierei con un estrattore per la frutta e verdura, perché temo che una richiesta per un Mac Book Pro passerebbe inascoltata.