alti e bassi di fedeltà sonora

non so se esista l’invidia dell’hashtag, di sicuro c’è l’hashtag dell’invidia

I socialcosi hanno fatto esplodere come una molotov il vaso di pandora delle nostre rosicate perché hanno portato su scala globale il livello del confronto. Mentre prima ci facevamo del nervoso solo nel raggio del nostro metro quadro in cui viviamo e lavoriamo, e non a caso il celebre motto sull’erba del vicino non lascia dubbi sulle distanze entro le quali hanno effetto le gittate della nostra bile, oggi grazie all’Internet possiamo odiare persino gente nata a migliaia di km di distanza da noi solo perché incarna ciò che non potremo mai essere, fermo restando che qui in Italia continuiamo ad odiare gente che incrociamo per strada e sui mezzi solo perché non risponde ai nostri canoni di italianità ma questo purtroppo è un altro discorso.

Il mio consiglio quindi è di non imitare il mio comportamento. Ho commesso l’errore di far sì che Instagram mi visualizzi sulla mia home page tutte le immagini pubblicate con l’hashtag #synthesizers e non ho messo ancora volutamente il link per farvi capire cosa intendo perché se siete tastieristi falliti come me le foto a cui sarete esposti potrebbero danneggiarvi fortemente nei sentimenti. Allora, siete pronti? Ecco qui, date pure un’occhiata a tutto il ben di dio che sfoggiano quei maledetti tastieristi che pubblicano foto con il loro equipaggiamento da tutto il mondo ma poi non dite che non ve l’avevo detto.