italia germania 3-4

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Mentre osservavo una donna poco più che ventenne passeggiare scalza per il Neustadt di Dresda con tre figli al seguito, uno dei quali addormentato in una di quelle fasce portabebè e gli altri due in ordine sparso conciati secondo i loro sport preferiti, ho pensato di chiudere sui due piedi (quelli scalzi  della madre) l’ultimissima sfida tra noi e i tedeschi con un ulteriore successo per loro. L’ennesimo viaggio nell’economia di Angela Merkel ha in me ulteriormente sancito la superiorità della Germania sull’Italia tanto che ho pensato che tutto l’astio che proviamo per l’Europa e l’Euro deriva da questo incolmabile complesso di inferiorità che nutriamo verso i tedeschi perché i tedeschi rappresentano perfettamente un ideale di vita che non riusciremo mai a raggiungere: gente serissima sul lavoro che sa come divertirsi al meglio nel resto del tempo, a differenza di noi italiani che pretendiamo di fare i buffoni sia in ufficio che al bar ma poi di tutta questo genio e sregolatezza non sappiamo che farcene al momento di pagare la bolletta, tanto che chiediamo aiuto ai tedeschi e ci offendiamo se ci danno dei pagliacci spaghetti pizza mozzarella e mandolino tanto che poi eleggiamo mentecatti come i grillisti o i fascioleghisti che, non sapendo che pesci prendere, fanno volare paroloni contro questa gente superiore che, giustamente, ci guarda per i pezzenti che siamo.

La cosa che non capisco è come sia possibile che, malgrado tutto, nelle città in cui sono stato nella vacanza di quest’anno – mi riferisco a Lipsia e Dresda e lascio da parte Berlino, parte altresì del viaggio ma sulla quale abbiamo già speso sin troppe parole – continui a sopravvivere questo inspiegabile culto per l’Italia. Al netto dei ristoranti che richiamano alla nostra celebre gastronomia, i richiami e i tributi alla nostra lingua e alla nostra cultura sono frequenti. Ci rispettano pure, ci dicono “ciao” come se l’italiano fosse una lingua universale alla pari dell’inglese.

Comunque se volete qualche dritta sulle due città della Sassonia, leggete da qui in poi. Il bello di Lipsia è che è una città tutt’altro che turistica, per questo è interessante se volete cogliere l’essenza dei tedeschi. Dresda invece è come Praga e poi il barocco, a dirla tutta, ha rotto il cazzo. Fine delle dritte. Di entrambe le città però meritano molto i quartieri che stanno concentrando creatività, arte, cultura e architettura, e mi riferisco proprio al Neustadt in cui ho notato la donna scalza, a Dresda, e Lindenau/Plagwitz a Lipsia, due aree in cui il rischio gentrificazione è sempre più reale. L’idea che mi sono fatto è che si tratti di un fenomeno comunque sano, alla tedesca e non alla milanese, per dire. Tra i soliti fricchettoni vedi famiglie in giro e non i merdoni che prendono l’aperitivo come all’Isola.

E per giustificare la vittoria tedesca sull’Italia in questo Campionato Mondiale delle Vacanze 2018, ecco una sintesi delle azioni che hanno portato alla valanga di gol:

– gli immancabili carrelli porta bambini per bici; dal momento che vanno tutti in bicicletta, i rimorchi sono diffusissimi. In Italia non ne ho mai visto uno ma lo capisco: con tutti i dementi che guidano i SUV in giro strafatti di coca c’è da avere paura. In Germania, a meno che non vi imbattiate in qualche corteo di neonazisti (ma d’altronde chi è senza peccato scagli la prima pietra) c’è totale tranquillità in giro, sia a Lipsia che a Dresda il traffico è davvero ridotto all’osso, sono tutti a spasso a pedalare e c’è da chiedersi come sia possibile
– non ho mai mangiato cibo di scarsa qualità, anche nei posti più economici o nei discount più dubbi. La prossima volta che sento un italiano dire che in Germania si mangia male lo invito in pausa pranzo all’all-you-can-eat cinogiappo sotto il mio ufficio
– si trovano cibi biologici ovunque e di qualunque tipo
– donne e uomini sono tutti super in forma e anche quelli più gonfi si vede che fanno sport, mica si pompano in palestra come i nostri conterranei zarri
– c’è un culto dell’infanzia commovente. Ogni angolo è attrezzato con giochi per bambini tanto che se sei un italiano che vorrebbe essere un tedesco ti viene da dire che le vacanze da tedesco le faresti nello stesso posto in cui vivi. La tranquillità di cui sopra induce a lasciare i bimbi giocare per strada, nessuno è a rischio
– purtroppo il tasso di gente tatuata sta crescendo anche in Germania e, da questo punto di vista, si profilerebbe un pareggio. Inutile dire però che i tedeschi sfoggiano tatuaggi in modo più elegante, nella maggior parte dei casi non c’è mai commistione tra zarraggine e tatuaggi come negli zarri italiani
– se già lo avete notato a Berlino, una visita in città più defilate come Lipsia e Dresda vi confermerà che in Germania si vestono tutti come cazzo vogliono e a nessuno sembra interessare che cosa indossa il prossimo. Io non trovo questo fattore come una mancanza di gusto, piuttosto come vetta di buon senso sul grado di importanza dato alle cose irrilevanti. Siano lodati i calzini con le Birkenstock
– quando ordinate al ristorante ricordatevi che le porzioni sono il doppio di quelle che danno dalle nostre parti, quindi se siete in tre e ordinate solo due piatti gli esercenti non se la prendono come succede da noi

Per giungere a una conclusione, anche se il mio giudizio è condizionato dal fatto che mi è capitato di incontrare una ragazza decisamente attraente pressoché nuda in giro per la città, posso confermare che la Germania merita sempre più attenzione e non è solo un apostrofo color wurstel tra una birra e quella successiva e se vi piace fingere di abitare – secondo l’ottica Airbnb – in una città ordinata, pulita, a misura d’uomo, sicura e tranquilla, i tedeschi saranno lieti di ospitarvi nella loro civiltà che non è solo una questione di centro o di periferia ma si tratta di una vera e propria forma mentis.

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