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il ponte di Brooklyn

Per noi che veniamo dalla provincia quel ponte è il ponte di Brooklyn. La rampa ultima di accesso alla grande città, proprio come quella che unisce i sobborghi a Manhattan. Un passaggio sospeso tra l’ordinario e l’insolito, tra il familiare e l’ignoto, tra le certezze del vissuto comprese nel biglietto ritirato al casello d’ingresso e la trasgressione che attende al di là del tunnel, a pedaggio corrisposto. L’ingegneria pensata per il piacere di chi la percorre sopra, con lo spettacolo delle luci dall’alto, a scapito di chi la abita sotto, nei palazzi appiccicati alle arcate come nei pattern sottosopra di Escher che, da Genova, ci è pure passato. Il nostro ponte di Brooklyn si snoda lentamente lungo il parabrezza, nella smania di raggiungere la notte della metropoli, i locali misteriosi del centro storico, la promiscuità e l’internazionalità dei vicoli, le tendenze che non oltrepassano i quartieri della periferia e che bisogna venire a cercarle di persona da chi le professa e che difficilmente se ne libererà per degli sconosciuti venuti da fuori. Il ponte concentra gli ultimi km che separano un manipolo di ragazzi degli anni ottanta dalla musica nella penombra, la stessa che si propaga lungo quel rettilineo in quota, esplosiva e implacabile fuori dalle casse di un autoradio dal suono sin troppo nitido. Il ponte è il trampolino per il loro corpi pronti a librarsi nell’estasi della danza, in spazi saturi di fumo, sudore e alcool. I lampi ravvicinati delle luci strobo che accendono istantanee di volti segnati dal trucco nero che cola sulla pelle color latte. Il ponte è lo stesso da percorrere in direzione opposta, ai primi chiarori del mattino, ora sfocato come se evaporasse cancellando con sé tutte le sensazioni volatili che la grande città pretende come tributo, prima di abbandonarla al nuovo giorno. Ce ne torniamo nei nostri piccoli paesi di provincia a continuare a nascondere quello che abbiamo appena visto, le storie che nessuno si immagina possano accadere così vicino, al di là del ponte di Brooklyn.

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