alti e bassi di fedeltà sonora

la nostra meravigliosa toponomastica

Da quando non c’è più il Festivalbar le nostre estati sono più vuote. Restano il mare, le vacanze, l’afa in città, le zanzare e persino i tormentoni estivi, ora senza più un juke-box a contenerli. Manca però un filo conduttore per i topos della bella stagione e una serata conclusiva all’Arena di Verona a rappresentarne la sintesi come la celebre manifestazione canora apoteosi del pop in bermuda e infradito. La cultura di massa dal 2007 – anno dell’ultima edizione del format di Vittorio Salvetti – è corsa ai ripari con simulacri del Festivalbar, auto-dotandosi di concerti itineranti da presentare nelle piazze delle città italiane con le celebrità del momento. L’ultimo esperimento di questo genere si chiama “Battiti Live” e ha una formula analoga. Sul palco si susseguono cantanti e gruppi a presentare un paio di brani davanti a una folla in delirio in una cornice coloratissima, chiassosa e piena di effetti speciali per rendere lo spettacolo il più televisivo possibile. Manco a dirlo, è un programma di Italia 1. La puntata di ieri sera è stata trasmessa da Melfi, cittadina di Potenza, Basilicata, e più precisamente da una piazza che, per ospitare la manifestazione, deve essere bella grande. La piazza di Melfi in cui è stato ripreso “Battiti Live” di ieri sera si chiama Piazza Craxi. I presentatori del programma e i cantanti stessi, per coinvolgere il numeroso pubblico, hanno più volte ripetuto il nome della piazza. “Su le mani Piazza Craxi!”, “Piazza Craxi fatevi sentire!” e cose così. Le ragazzine nelle prime file sotto il palco sono state riprese spessissimo nei botta e risposta con gli incitamenti provenienti dalla scena, oltre a cantare a squarciagola le loro canzoni preferite. A dire la verità, sul palco si sono avvicendati emeriti sconosciuti che poi ho scoperto essere principianti usciti dalle scuderie dei talent Mediaset, alcuni con nomi da personaggi biblici: Nesli, Baby K., Annalisa, Alessio Bernabei, Benji & Fede, Irama, Einar, Vegas Jones, Jake La Furia. La serata poi ha avuto il suo culmine con la presenta di un certo Gabry Ponte, un disc jokey che ha saltato un po’ sul palco mixando brani del calibro di “Amore Capoeira” di Giusy Ferreri e una bizzarra versione da lezione di aerobica di “Tu” di Umberto Tozzi. Alla fine ho pensato che fosse giusta la presenza, nelle città italiane, di Piazza Craxi. Ogni centro abitato dovrebbe avere una Piazza Craxi per ospitare cose di questo di tipo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.