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tua a 99 euro al mese

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Le trasmissioni tv spesso si interrompono per lasciare il posto a pubblicità che ti fanno sentire in grado di avere qualunque cosa e forse è per questo motivo che è tornata l’era dell’Übermensch idealizzato da quella sagoma di Nietzsche. Stai seguendo un programma con la bava alla bocca per le donne e gli uomini da sogno che si accoppiano su un’isola tentacolare alla faccia tua che sei un cesso e prendi mille euro al mese e d’improvviso ecco il desiderio che si materializza negli annunci commerciali.

Il solito vocione da spot emozionale fa la sintesi di quello a cui hai appena assistito: un fuoristrada cafonissimo come te che vola lungo una sinusoide d’asfalto a strapiombo su fiordi che, in Italia, così puliti senza spazzatura giù per i sentieri ce li sogniamo. A bordo la tua famiglia al sicuro perché l’auto ha tutti gli optional che la contemporaneità impone: guida automatica, sistema che ti sveglia se ti viene l’abbiocco, computer di bordo che ti legge i messaggi e trasmette dati via Internet, freni intelligenti, e via dicendo. Il vocione di turno dice quindi che il fuoristrada cafonissimo come te può essere tuo a soli 99 euro al mese.

Uno sprovveduto come te e me, a un annuncio così, si cappotta sul divano dalla meraviglia. Noi ingenui strabuzziamo gli occhi perché l’annuncio è anche comparso scritto a video bianco su nero, ci diamo i pizzicotti per assicurarci che sia vero ciò che abbiamo sentito, mettiamo subito mano al portafoglio per correre allo sportello bancomat più vicino, prelevare i 99 euro della prima rata e precipitarci al concessionario all’angolo per chiudere l’affare.

Ma forse, di fronte a un’assurdità di questo genere, solo un pirla come me poteva cascarci. Volevo cambiare la mia utilitaria, ho visto uno spot di questo tipo, sono andato alla concessionaria per sottoscrivere il contratto – d’altronde 99 euro al mese sono una quisquilia in confronto alla possibilità di avere un’automobile nuova di zecca subito – ed ecco svelato il trucco. C’era un anticipo da versare pari alla metà dell’importo, a cui seguivano rate da 99 euro al mese ma solo per due anni, al termine dei quali occorreva saldare il debito residuo, un’altra discreta sommetta. Ho chiesto naturalmente spiegazioni, e il venditore mi ha confermato che si tratta di specchietti per allodole, come si dice quando qualcuno ci casca come un pollo. Così, ancora oggi, ogni volta in cui assisto a una pubblicità di questo tipo della quale non si può sostenere che sia ingannevole solo perché dice parzialmente la verità, penso a quanti siamo nel mondo a credere a tutto.

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