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un po’ di Liguria quando ci viene voglia

Se vivete più o meno lontano da dove siete nati il modo più efficace per vincere la malinconia delle radici è quello di sfruttare uno dei sensi che dà più soddisfazioni di tutti, e mi riferisco al gusto. Mangiare qualcosa che ti riporta alle origini permette infatti di riassaporare tante altre cose, non solo quelle direttamente connesse ai segnali che le papille gustative stanno elaborando e inviando ai nostri centri nevralgici durante la masticazione. Il guaio è che non sempre è difficile trovare altrove i piatti tipici del proprio paese natio. E non è detto che, trovandoli, sia proprio la stessa cosa che mangiarli a casa.

Noi liguri, poi, da questo punto di vista non ammettiamo compromessi. E laddove ristoranti e tavole calde non colmano le lacune della nostalgia, succede che la grande distribuzione talvolta riesca a coprire queste distanze esperienziali. Non ci crederete, ma a me è successo con la focaccia di Recco Fior Fiore Coop. Sì, lo so che dalla Manuelina la fanno molto più buona e non c’è paragone, non è qui che volevo andare a parare. Ma mettetevi nei panni di un blogger ligure che vive alla periferia di Milano. Magari è domenica, magari è quasi sera, magari fuori il tempo è così così e tutto questo induce a riempire i vuoti degli stati d’animo con la sicurezza del cibo. Ecco: basta fare un salto alla Coop aperta più vicina e vi assicuro che il morale cambia immediatamente. La focaccia Fior Fiore surgelata della Coop è spaziale. Anzi, facciamo che a breve vedrò se questo sistema funziona ancora.

ps: nessun blogger ha ricevuto alcuna focaccia di Recco surgelata in omaggio da nessun marchio della grande distribuzione per scrivere questo post (ma comunque se volete farlo non mi offendo.)

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