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un copywriter alle elementari

La trama di un film dal titolo così potrebbe essere la seguente: un copy cinquantaduenne, a causa di una specie di incantesimo che si chiama “superamento del concorso” che nel linguaggio cinematografico può essere reso come il morso del ragno che ha trasformato Peter Parker in quello che sappiamo, si ritrova catapultato dietro la cattedra di una quinta come insegnante di ruolo della primaria di matematica e scienze, con il plus di altre materie che invece ama alla follia come musica, arte e informatica. La complicazione, come è facile immaginare, sono i genitori degli alunni. Il rischio è infatti che le madri e i padri si mettano a googlare il nome e il cognome del maestro dei propri figli per trovare informazioni e capire al meglio chi è quel misterioso insegnante che se ne sta prendendo cura a scuola. Qualche messaggio di risulta è già arrivato alla classe: “ma è vero che sei un musicista?”, uno in penultima fila gli ha chiesto. La sfida del nostro eroe è quindi quella di far sparire da Internet le foto conciato come Robert Smith o quelle anni 90 pubblicate per la promozione dei cd della band in cui suonava. Per non parlare di Facebook: gli elevati criteri di privacy impostati per il suo profilo dovrebbero tenerlo al sicuro dai ficcanaso, ma dal momento che le vie del web sono infinite, potrà ancora scrivere tutte le sue stronzate come faceva una volta quando lavorava in un’agenzia di comunicazione e scrivere stronzate era una parte fondamentale della sua attività che veniva spacciata come Digital Marketing? Speriamo che il film non finisca con una scena apocalittica: una folla di genitori armata di forconi che appicca il fuoco al blog dal titolo incomprensibile del copywriter/maestro protagonista della storia, reo di dar voce a ogni suo pensiero nel modo in cui gli va e senza nessun rispetto per la grammatica italiana.

4 pensieri su “un copywriter alle elementari

  1. E se per caso
    qualche genitore ficcanaso
    arrivasse fino a qui
    sappia che ognuno di noi
    vorrebbe anziché no
    farsi scolaro
    di cotanto maestro
    che la matematica, l’arte o la musica vabbè…
    ma vogliamo mettere la vita?

  2. considerando che una delle insegnanti della (ex) scuola elementare di mia figlia, praticamente faceva la cubista, credo che lo scandalo in questo caso non sussista, semmai quel professore risulterà assai più affascinante agli occhi dei suoi scolari

  3. Ma quindi il nuovo lavoro di cui parlavi è questo???? Ma è bellissimo!!!!!!!!!!!!! (scusa per il profluvio di punti esclamativi ma non avevo altro modo di palesare il mio didattico entusiasmo)

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