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l’Italia vi odia

L’Italia vi odia perché ha subito per troppo tempo la vostra sovraesposizione. Avete esasperato il clima con la vostra cultura, con i vostri punti di riferimento, con la complessità del vostro lessico, con la vostra integrità e la difficoltà degli obiettivi che avete posto. L’Italia vi odia perché avete messo la collettività al centro delle vostre politiche e non l’individuo e avete preteso troppo educando più generazioni a migliorarsi per superare gli standard di civiltà entry-level con cui un essere vivente è equipaggiato al momento della nascita. L’Italia vi odia per il modello che avete largamente diffuso, per la distorsione della natura che impone quel primato del pubblico sul privato che avete voluto imporre come costitutivo della società di cui, per decenni, siete stati i fautori.

Vi odia accecata dall’invidia di chi ha scelto di non lasciare spazio a chi è privo dei numeri e delle qualità per contribuire allo sviluppo dell’algoritmo evolutivo che, a causa vostra, ha toccato vette di benessere senza confronti. Vi odia perché non ha mai avuto spazio per dimostrare che avrebbe potuto far altrettanto con ingredienti più scadenti a partire dalla fede, la semplicità e la faciloneria, l’oscurantismo, i valori primitivi che avevano ampiamente fallito anni prima, l’ignoranza, l’invidia, la presunzione.

E oggi, finalmente, l’Italia e gli italiani hanno finalmente gli strumenti per odiarvi e perseguirvi e hanno istituzionalizzato le dinamiche per mettere a punto la loro vendetta. Oggi l’Italia vi odia con la sua nuova classe dirigente, con l’arroganza che è subentrata al dialogo, con le puerili dimostrazioni che non eravate proprio niente di che e che chiunque sarebbe stato capace di fare lo stesso, al vostro posto. Vi odia con le generalizzazioni, con il fasciogrillismo, con i Toninelli e i Salvini e i Di Maio. Vi odia con la trap e con Casapound. Vi odia nei nuovi spazi che si è ritagliata sui social e nei vecchi che sta riconquistando. Vi odia sui mezzi pubblici e vi mena pure, se avete qualche lineamento differente dai canoni estetici della nuova miseria culturale.

Vi odia nelle scuole se alzate il tiro, nelle code se vi prodigate a far rispettare la fila, nei mercati se provate a portare gli esempi dell’insicurezza del rinascimento al quale ha rinunciato per preferire la sicurezza terra terra di un nuovo medioevo. Vi odia perché nei dibattiti avete ancora ragione e costringete gli altri a odiarvi perché non lasciate argomenti. L’Italia vi odia perché vi ha costretto a lasciare l’Italia in balia di se stessa e ora, disabituati all’umiltà, gli italiani non hanno il coraggio di chiedervi un aiuto, un’indicazione, un suggerimento sul modo, l’unico, per tornare al punto in cui l’Italia ha iniziato a odiarvi e ad ammettere che, almeno fino a quel punto, avevate ragione voi.

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