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prenderli da piccoli

Il bullismo è il sale della vita degli adulti e, di conseguenza, ampiamente praticato per affermare se stessi. Eppure gli sforzi in termini di risorse e di tempo per debellarlo tra i nostri figli sono ingenti e all’ordine del giorno. L’obiettivo è chiaramente un punto di arrivo, uno scatto evolutivo, un nuovo ordine mondiale in cui la cieca prepotenza sia finalmente eradicata dalla società. Sociologi e studiosi di psicologia dei gruppi si chiedono come sarà la vita quando del bullismo ce ne saremo liberati definitivamente. Considerando che i primi studi e i primi casi in cui sono state messe in pratica vere e proprie strategie educative per arginare i fenomeni di vessazioni e angherie nei confronti dei più deboli in ambito scolastico risale alla fine degli anni novanta, possiamo immaginare che i primi effetti della società ripulita dai bulli si manifesteranno intorno al primo decennio del nuovo secolo. Possiamo immaginarci quindi quella che sarà la vita nel duemila e diciotto, per esempio, priva di scontri, maleducazione, gente che si prende a male parole. Una civiltà dorata in cui rispetto, inclusione, gentilezza e integrazione consentiranno di ribaltare i paradigmi della natura umana stessa, un nuovo mondo in cui la cultura della prevaricazione – che da sempre ha caratterizzato il nostro modo di vivere in comunità – lascerà il posto a quella della concordia e del supporto reciproco. Non vediamo l’ora. Nel frattempo, sforziamoci tutti di frenare nei nostri ragazzi quella voglia ancestrale di primeggiare e di insegnare loro a lasciare il posto a chi ha più bisogno. Questo è ciò che ci chiede l’uomo che ci aspetta nel duemila e diciotto, ricco di benessere e orgoglioso della sua società ripulita dall’ignoranza.

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