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provato per voi: Amazon Fire Stick

Ricordo benissimo quando ho acquistato la smart TV Sony non ricordo che modello al Mediaworld. Al commesso di turno mi sono raccomandato che si trattasse di un modello Android su cui caricare le app del caso ma, come accade a chi si presenta agli appuntamenti decisivi con l’economia domestica poco informato, il commesso giustamente ha punito la mia ignoranza rifilandomi intanto un modello chiuso come pochi su cui non ci si può installare una mazza e che in più il pulsantone Netflix presente in bella mostra sul telecomando, frutto di chissà quale operazione di co-marketing, è altrettanto illusorio perché questo Sony sa-il-cazzo-che-modello ha un problema proprio con Netflix e a volte capita che prima di riuscire ad avviare una trasmissione ti sbatta fuori dall’app a ripetizione per una pessima esperienza di spettatore tanto che, alla fine, accendo il computer e mi metto a vedere video anni 80 su Youtube.

Quindi grazie a Mediaworld e grazie a Sony ma, soprattutto, grazie al black friday appena trascorso che mi ha dato l’opportunità di mettere le mani sull’Amazon Fire Stick a nemmeno venti euro. Come tutti i gadget tecnologici che si comprano più per il prezzo scontato che per la reale necessità, al momento non ho capito bene che farci se non vederci Netflix appunto senza rotture di maroni piuttosto che Prime TV, per non parlare dei video anni 80 su Youtube.

In realtà l’Amazon-coso vale il costo che ha anche solo per Rai Play, considerando che ci si possono vedere tutti i programmi lasciati indietro della tv di stato e anche un nutrito archivio di roba più o meno recente. Poi grazie a mio cognato, che è un noto smanettone, sono riuscito a caricarci sopra un’app con cui vedo a sbafo i canali tv a pagamento in streaming più blasonati. La qualità non è certo il massimo, se paragonata a quella di chi ha i suddetti (anche se non li ho detti) canali a pagamento in versione non da barbone come il sottoscritto, ma credo dipenda principalmente dal tipo di connessione Internet con cui si è collegati.

La morale della storia è che ora, passate le mezz’ore a scartabellare tra il catalogo Netflix per cercare qualcosa di interessante da vedere, si possono trascorrere altre corpose porzioni di tempo nel passare in rassegna tutti ‘sti canali TV italiani e mondiali prima di decidere, così nel frattempo la finestra a disposizione per il relax stravaccati sul divano si esaurisce e subentra la frustrazione di aver sprecato una sera o un intero giorno di festa senza aver visto nulla. D’altronde, non è forse la ricerca di qualcosa di interessante da vedere in TV essa stessa qualcosa di interessante da vedere in TV?

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