Spazio Pour Parler

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 10.01.19

Il cibicida, “I due giorni di David”
In due giorni. Solo David. Solo lui poteva riuscire a prolungare il Natale di gioia e sofferenza. Perché sì, l’uscita di “Blackstar” l’8 Gennaio era un Natale. La morte di David il 10, la sofferenza. Un nuovo paradigma. Un ottovolante di sentimenti, un bagno in acqua calda, piacevole e poi un tuffo in quella ghiacciata che rattrappisce la pelle. E David è l’autore di tutto questo: come un Grinch, come un Babbo Natale ubriaco del cazzo.

Adafruit, “37 years ago today: the Commodore 64 debut at CES “
The C64 has been listed in the Guinness World Records as the highest-selling single computer model of all time, with independent estimates placing the number sold between 10 and 17 million units

Minima&moralia, “Catullo immortale. La nuova vita delle poesie nella versione di Alessandro Fo”
Non penso ci possano essere dubbi: Lesbia è il nome che Catullo attribuì a Clodia, moglie di Quinto Metello Celere. Catullo la conquistò con il carme 51, ossia la traduzione di una famosissima lirica di Saffo in cui è assente il nome – Lesbia – che Catullo invece inserisce per dedicare i versi a Clodia.

A margine, “Rapporto Amargine 2018. La superclassifica di un po’ tutto (aka: l’analisona)”

Passaparola, “Il mondo ha davvero bisogno di due milioni di scrittori l’anno?”
Stavolta ho cominciato con un numero: due milioni e mezzo. Sono i libri che vengono stampati ogni anno, settemila al giorno (sabato e domenica compresi). Per essere esatti, sono i titoli, non i volumi. E ogni titolo ha una sua tiratura, si stampa in un certo numero di copie. La cifra finale è da capogiro e, forse, incalcolabile. Questo significa che al mondo ci sono in questo momento almeno due milioni di scrittori (leviamo un mezzo milione perché magari qualcuno pubblica più di un titolo all’anno). Leggendo questa cifra mi è tornata in mente la bellissima orazione funebre per Pier Paolo Pasolini di Alberto Moravia (lui sì che era uno scrittore vero). Diceva: «Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro in un secolo».

Mirumir, “Tre o quattro”
Il maestro delle medie Stanti, insegnante di educazione tecnica dei maschi e per supplenza anche delle femmine, dei propri opachi e corsari trascorsi sudafricani amava raccontare le ispezioni corporali all’uscita dalle miniere, dilungandosi sui metodi per nascondere e contrabbandare i diamanti. In un innominabile passato l’elica di un aereo gli aveva mangiato la mano destra, al maestro Stanti, ma lui non se l’era presa e continuava a caricare gli alunni su un vecchio Cessna per il battesimo del volo: Gorizia dall’alto, castello, confine, piccolo vuoto d’aria, scendere fare attenzione congratulazioni Vittorelli siamo già al terzo battesimo avanti un altro.

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