Spazio Pour Parler

metti la vita sul pause

Se lavori principalmente sul pc e le tue relazioni si limitano a pranzare insieme ai colleghi, scambiare e-mail e telefonate con i clienti e dar sempre l’impressione che tutto sia sotto controllo con parole rassicuranti al tuo datore di lavoro, è facile dissimulare tensioni, nervosismi, preoccupazione e anche demotivazione e depressione. Si tratta di contatti con il prossimo talmente radi che puoi cavartela con dei sorrisi di circostanza e risposte standard. La rabbia si stempera parcellizzandola nei milioni di colpetti che diamo con i polpastrelli sulla tastiera e per questo c’è una letteratura esaustiva su quali siano le migliori periferiche da input per tenersi allenati alla potenza. Al primo posto c’è quella fighissima tastiera per il Mac, grigia con i tastini gommosi, che dà agli utenti una sensazione insuperabile e permette di prendere a ditate il mondo intero con tutto quello che ce l’ha con te. A volte superi il limite dello stress e ti viene da spaccare il monitor con il pugno e lanciare quello che rimane del portatile dalla finestra, ma si tratta di casi limite. Stesso discorso se i colleghi li mandi affanculo perché poi con quelli, se sono nella tua stessa condizione, capita anche di venire alle mani. Quando invece dall’altra parte non hai Microsoft Office ma sei in mezzo a esseri umani perché il tuo lavoro si basa sulle relazioni è importante lasciare la vita privata a casa, insieme alle delusioni o alle incazzature e a tutto ciò che può indurci a prendercela con le persone con cui abbiamo a che fare. Si tratta di un fattore che non avevo mai preso in considerazione – oggi mi è successo per la prima volta di riflettere su questo aspetto – e spero che esistano dei corsi di formazione per mantenere la calma e aspettare il termine dell’orario di servizio quando c’è qualcosa che non va.

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