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il nome della rossa

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Si chiama Antonia Fotaras ed è la tipa di Adso da Melk nel remake de “Il nome della rosa”, la mendicante con i capelli rossi che al momento non si è visto nulla ma si sa già che poi, a un certo punto della storia, finiscono a letto, anzi per terra, il tutto ampiamente previsto dal sagace Guglielmo da Baskerville. Comunque, se proprio volete una veloce recensione, c’è poco da dire se non che mi sono addormentato a tre quarti della prima puntata ma credo sia un mio problema. Turturro tutto sommato regge l’eredità di Sean Connery, a mia moglie non era nemmeno piaciuto il libro ai tempi in cui si gridava al best seller e mia figlia, essendo troppo tardi, non l’ha nemmeno visto. Ora la cerco su RaiPlay, provo a seguire il primo episodio con maggior attenzione, e poi vi dico. Ci tenevo però a farvi ridere con il titolo di questo post. Io ho riso molto e non so se, a provare piacere dalle cose che uno scrive, si commetta un peccato. Nel dubbio, mi faccio un bel penitenziagite.

Un pensiero su “il nome della rossa

  1. Troppo Scherlok questo Guglielmo e sebbene Eco avesse voluto fare un omaggio al famoso detective con il cognome Baskerville, siamo pure sempre nel 1270

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