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come si dice sbalordimento per così tanta scemenza in tedesco

Avete presente quella faccia che si fa alzando entrambe le sopracciglia verso l’alto sollevando di conseguenza la pelle della fronte che va a comprimersi a ridosso dell’attaccatura dei capelli? Non esiste un termine in italiano in grado di trasmettere questa mimica piuttosto comune del nostro volto ma sono sicuro che certe lingue come il tedesco, in cui basta attaccare parole su parole per creare tutti i neologismi che servono, ne sono provvisti. Quello che è certo è che si tratta dell’espressione che unisce tutti gli insegnanti di tutto il mondo di ogni ordine e grado perché è l’espressione che si fa quando abbiamo di fronte uno studente interrogato che non ha studiato una mazza ma si arrampica sugli specchi cercando, con gli strumenti di cui dispone, di cavarsela. Noi insegnanti invece mangiamo subito la foglia e, come riflesso involontario, ci allontaniamo leggermente con il busto e facciamo immediatamente quella faccia lì. Abbiamo visto quell’espressione da studenti, quando ci facevamo trovare impreparati, e ce la sentiamo addosso ora, da docenti, non appena realizziamo di trovarci di fronte all’ennesimo caso di qualcuno che ha dedicato poco tempo alla nostra materia. Oggi, con i mezzi che abbiamo a disposizione, ci viene voglia di fermare l’istante e scattare un selfie e poi mettere la foto su Instagram scrivendo una cosa come “questo sono io mentre Andrea mi parla dell’apparato circolatorio” oppure “Sofia sta cercando di convincermi che ci vuole la moltiplicazione in un passaggio in cui invece occorre dividere”. E siamo perfettamente consapevoli che, a forza di fare quella faccia lì, invecchieremo prima e male e ci riempiremo la fronte di rughe e il contorno degli occhi con zampe di un intero pollaio. Ma che ci volete fare. La scuola è vecchia quanto l’uomo ma questa reazione involontaria di stupore – che per convenzione chiamerò “sbalordimento per così tanta scemenza” – non cambia mai.

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