Spazio Pour Parler

è passato molto tempo da quando ho rockato e rollato

A una collega che nel 1971 ha partecipato al concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli di Milano ho promesso che l’avrei intervistata per poi dimenticarmene completamente e questo penso non abbia fatto bene né al nostro rapporto di colleghi né alla mia reputazione. Se riempi il prossimo di attenzioni crei delle aspettative, su questo siamo d’accordo. Ma è solo colpa mia e mi spiace perché la collega deve avere più o meno sessantacinque anni, a occhio, e questo significa che non è una di quelli che, dal momento che non sono più giovanissimi, si mettono nell’ottica culturale dell’essere anziani, fare le cose da anziani e ascoltare musica da anziani. Ogni regione italiana ha la sua tv locale con quei programmi in cui pensionati e ultra-pensionati ballano cose inqualificabili suonate da musicisti altrettanto inqualificabili, un sistema riconducibile al concetto di sala da ballo o ballo liscio. Tutta gente che nel 71 aveva meno di trent’anni e che quindi, considerando che io a ventisette riflettevo sul suicidio di Kurt Cobain, avrebbe dovuto coltivare ascolti meno vergognosi di quelli che li hanno portati a fare i balli di gruppo in tv. L’altra sera, proprio per ricordare il cantante dei Nirvana nell’anniversario della sua scomparsa, su una tv musicale hanno trasmesso un programma di un’ora con il meglio del grunge. Si tratta di programmi che non hanno senso perché basta andare su Youtube e sbizzarrirsi nella ricerca, ma a me piacciono di brutto perché quando qualcuno incontra i tuoi gusti ti senti più al centro del mondo, non so se mi spiego. Hanno passato il meglio del grunge e io ho pensato che forse nel 94, mentre Kurt Cobain lasciava finalmente libero Dave Grohl di iniziare la carriera che poi lo ha reso un protagonista del rock successivo per diversi motivi che non stiamo qui a specificare, avrei dovuto occuparmi di cose più concrete ai fini del mio futuro. Ecco, forse è davvero quella l’ultima volta in cui ho rockato e rollato, proprio come cantava Robert Plant sia con i Led Zeppelin – non al Vigorelli al cospetto della mia collega – che insieme ai Foo Fighters in diverse occasioni. La vita gira come un disco, alla fine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.