Spazio Pour Parler

salone dell’auto mobile

Massimo suonava la batteria con me ed è stato un precursore del movimento Urban che sta dietro alla filosofia SUV della nuova campagna pubblicitaria Seat. L’estate del primo anno in cui lui e la sua compagna avevano acceso il muto per la nuova casa nella periferia sud hanno passato le vacanze di agosto a dormire nella tenda montata in salotto. Se vivi nella metropoli e fai parte del tuo tempo la città riesce a bastarti e anzi, sembra non esaurirsi mai. La città è mare, montagna, distretto industriale, borgo di paese e quadrilatero della moda. La città è i giocolieri al semaforo, le impronte del finger food sul corrimano delle scale mobili della metro e gli addetti alla sicurezza dei negozi rigorosamente africani. Il biglietto integrato e la piscina scoperta, l’associazionismo e il bosco della droga, il tabaccaio del PD e i modelli in giro per casting. La metropoli poi non ha limite, è una distesa di agglomerati eterogenei senza un vero e proprio confine che li divida. Su Googlemaps c’è persino la funzione trasporto pubblico che ti propone le coincidenze più utili per andare da un posto all’altro. L’importante è la sostenibilità ambientale e avere la macchina è da sfigati. Ci sono il car sharing e le bici gialle appese agli alberi. Ci sono le mille iniziative che si spostano oltre la periferia e che è impossibile seguire. Anche solo camminare fa sentire Urban e la città si è cosi evoluta da bastare a se stessa. Potrebbe fagocitare i suoi abitanti e non se ne accorgerebbe nessuno. Prendere il sole sul balcone nel quartiere che ha un nome tutto nuovo come le crasi che fanno i newyorkesi, poi ordinare la cena che arriva tiepida dall’altra parte del centro, le Escape Room e la merce contraffatta gettata sul marciapiede. Il supermercato, la lavanderia a gettoni, il negozio di vinile usato, il pusher al parchetto, la multa, la tassa sui rifiuti, il barbiere specializzato in mustacchi, la birra artigianale, la pensilina che ha fatto storia e i monopattini elettrici. Il mercato, il parcheggio al coperto, l’ordine, l’auto giusta per affrontare tutto questo. Mi piace questo immaginario, se avessi i soldi me lo comprerei anch’io.

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