alti e bassi di fedeltà sonora

la copia e l’originale

Shazam è l’app decisiva per i consumatori ossessivi e compulsivi di musica perché – inutile che ve lo spieghi – ci permette di dare un titolo e un autore all’istante al brano sconosciuto che stanno passando alla radio, come sottofondo in un documentario alla tele, in un negozio del centro commerciale mentre siamo in attesa che il nostro partner si provi decine di capi di abbigliamento durante i saldi, che poi è la situazione meno frequente perché la musica che trasmettono nei negozi fa quasi sempre cagare. Come funziona è chiaro a tutti: Shazam registra quello che percepisce e lo confronta con un database incommensurabile, quindi ci restituisce il suo responso. Il punto è che, come sapete tutti, dall’invenzione dei campionatori e dall’avvento dei samples nel pop – con il rap e l’house music, siamo verso la fine degli anni 80 ma potrei sbagliarmi – si è largamente diffusa la tecnica di rubare parti strumentali di brani per riciclarli in nuove canzoni. Questi inserimenti possono essere camuffati ed elaborati oppure utilizzati tali e quali l’originale, talvolta come vera e propria citazione più o meno dotta. Mi sono sempre chiesto, per farvi capire, come si comporti Shazam con le primissime battute di “Safe from harm” dei Massive Attack, in cui il campionamento di “Stratus” di Billy Cobham è nudo e crudo. Quale dei due brani riporta? Ieri, in auto, ascoltavo Lifegate Radio, il cui palinsesto è praticamente una riproduzione random dei miei svariati tera di musica accumulata nel tempo, fatta eccezione per i pezzi blues, quando è partito un pezzo che, dalla batteria iniziale, sembrava proprio “I need you tonight” degli Inxs ma c’era qualcosa che non mi tornava. Un sentore confermato dal cantato iniziato da lì a poco, completamente differente. Ho attivato così all’istante Shazam che, però, mi ha restituito proprio, come risposta, il titolo della celebre hit della band australiana, tratta da “Kick”. Ho pensato allora ai limiti che una tecnologia di questo genere può avere. Rientrato a casa, mi sono messo alla ricerca su Youtube e ho avuto il verdetto che, però, in parte mi ha smentito. Il pezzo in questione era “Mediate”, sempre degli Inxs, che è la traccia che nell’album “Kick” segue “I need you tonight” e che inizia proprio con la coda del singolo, in cui è presente lo stesso caratteristico pattern di batteria. Quindi niente, la morale è che ci sono modi davvero creativi per buttare via il proprio tempo facendo cose inutili e, soprattutto, scrivendo post a riguardo.

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