alti e bassi di fedeltà sonoraSpazio Pour Parler

un minuto e trentadue secondi

Questa è la durata dell’intervista di Manuel Agnelli a Young Signorino, ammesso che quella specie di farsa andata in onda a “Ossigeno” la si possa far rientrare nella categoria delle interviste.
Ecco una fedele trascrizione:

M.A.: – Senti, io ti ho voluto a tutti i costi qua perché per me sei il più disturbante della tua generazione…
Y.S.: – Grazie
M.A.: – …ed è un grandissimo complimento, credimi. Alla fine, molti ti vedono strano in realtà perché non capiscono quello che sta succedendo e hanno paura di quello che non capiscono. Tu come vedi un po’ la tua vita e il tuo futuro?
Y.S.: – Io mi sono sempre visto come il bambino che non fanno giocare tipo scuole elementari, sono sempre stato in disparte e penso di rimanere in disparte e guardare sempre.
M.A.: – Be’ non è male avere un punto di vista… ti aiuta il fatto di buttare le cose in musica o semplicemente è un gioco anche questo?
Y.S.: – No dai mi aiuta abbastanza. Poi ci gioco anche, ovviamente.
M.A.: – Senti, mi ricordi, tra tutti quelli che fanno trap, sei l’unico che mi ricorda veramente qualcosa di punk. Le linee vocali che usi nella “Danza dell’ambulanza” o “Padre Satana” sono in mezzo alle note un po’ come il cantante dei Public Image Limited usava. Lo conosci questo gruppo, i Public Image Limited?
Y.S.: – Mmmm no
M.A.: – (Ride) Grande! Meglio ancora. Senti, tu ti senti rappresentante della tua generazione o non te ne frega un cazzo?
Y.S.: – No, non me ne frega un cazzo (ride)
M.A.: – (Ride) Va bene! Young Signorino (applausi)

Ecco la lezione che dobbiamo imparare da questa storia:

– per la prima volta nella storia una forma di ribellione giovanile – quella di Manuel Agnelli che per motivi generazionali è anche la mia – si è fatta superare da una contro-forma di ribellione così ribelle che ha fatto il giro. A quelli come me e come Manuel Agnelli urta moltissimo il fatto che ci sia gente giovanissima a cui non interessa quanto siamo stati trasgressivi noi anziani negli anni 80 e 90 e, dopo aver fallito cercando di insegnare loro come si fa a essere giovani, ora cerchiamo di unirci a loro cercando di fargli capire che, a loro modo, sono dei punk come noi e loro, essendo molto più punk di noi ma a loro modo, hanno una così scarsa considerazione di noi che nemmeno si privano del tempo necessario a mandarci affanculo (in questo caso un minuto e trentadue secondi di intervista)

– dovremmo finire di far rientrare questa cosa che fa Young Signorino e quelli con la faccia tutta impiastrata come la sua nella macro-categoria della musica rock intesa come espressione del disagio giovanile. Ma non perché quando noi eravamo giovani c’erano i CCCP o, peggio, i Clash e per lo meno noi sapevamo suonare la chitarra. Questa cosa che fa Young Signorino non ha ancora un nome perché c’è la musica ma anche i porno su internet ma anche gli all-you-can-eat cinogiapponesi ma anche il governo lega-cinque stelle ma anche le storie di Instagram ma anche l’analfabetismo di ritorno ma anche i genitori che si parlano addosso su Facebook e non conoscono i loro figli, figuriamoci uno come Young Signorino

– per il motivo di cui sopra, quelli come me e quelli come Manuel Agnelli dovrebbero togliere il disturbo mediatico o, per lo meno, mantenerlo sui canali dedicati a quella fascia di anziani che amano il rock perché portare Young Signorino in una trasmissione dove prima suoni “The Killing Moon” degli Echo & The Bunnymen (tornato alla ribalta, come dice Agnelli, grazie a certe serie tv) con le Savages è come mettere le forme nei buchi sbagliati in uno di quei giochi per bambini. Sono cose diverse ma nel senso che hanno proprio una natura differente, non so se mi spiego (è un po’ come ballare di architettura, per dire). Young Signorino a Ossigeno è come portare il fenomeno da circo a un pubblico di élite ma in una situazione in cui il fenomeno da circo è miliardario e pieno di figa e l’élite porta gli hamburger in bicicletta con turni da schiavitù d’altri tempi e guidata da un’app più intelligente di tutti noi (di me di sicuro), però si consola ascoltando musica e criticando una cosa che non si sa ancora cosa sia utilizzando i parametri della musica

– quindi, per evitare di fare ulteriori figure di merda, invito me stesso, Manuel Agnelli e tutti i trasgressivi della nostra generazione a rientrare nella nostra bolla fatta di Radiohead e di Public Image Limited tanto tra un po’ saremo finalmente morti tutti e state tranquilli che Young Signorino e quelli come lui ci metteranno in una fossa comune, culturale ancora prima che nell’accezione della sepoltura che ci meritiamo.

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