alti e bassi di fedeltà sonora

inni sbagliati

Uno dei motivi di certi errori grossolani che commettiamo è l’eccessiva fiducia che riponiamo nelle cose che leggiamo su Internet senza prima verificare le fonti e cercare qualche conferma in più. Provate a pensare a qualcuno che raggiunge questo blog a seguito di una ricerca su Google, legge una delle tante cose che mi invento e poi la riporta come cosa veritiera. La rete è piena di stupidaggini e talvolta le conseguenza della faciloneria con cui abbocchiamo è esilarante. Non so come sia andata per la faccenda, verificatasi qualche settimana fa, dell’orchestra di Napoli che ha suonato l’inno franchista davanti al re di Spagna, però pare proprio che qualcuno del coro abbia cercato frettolosamente su Internet un testo dell’inno nazionale e si sia fermato al primo risultato ottenuto. Oggi che i canali ufficiali in cui cercare le cose hanno perso l’autorevolezza a causa delle democrazia diretta del web che ti permette di avere tutto senza sbattimento, incorrere in una gaffe di tale entità è abbastanza alla portata di tutti. Povere stelle anche quelli di Wikipedia a cui ogni tanto gli sfugge qualche modifica faziosa delle pagine. I fan di Mahmood, per dirvene una, hanno farcito di ingiurie la pagina sulla Danimarca rea di non aver assegnato i 12 punti al loro beniamino all’Eurofestival 2019. La mancata votazione ha impedito al cantante di aggiudicarsi il podio e il popolo della rete si è vendicato a modo suo. Ora immaginate un ragazzino intento a recuperare informazioni per una ricerca sulla Danimarca proprio nei pochi minuti in cui la versione della pagina è rimasta così. Su un volume della Treccani nella biblioteca comunale tutto questo non sarebbe potuto accadere, ma in giro c’è pieno di gente che dei professoroni che compilano le enciclopedie monumentali ne ha piene le tasche, ed è facile indovinare la loro preferenza elettorale.

Ma quello dell’inno spagnolo non è un caso isolato. Anche l’inno russo ha un testo diverso, introdotto dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Quindi, amici musicisti, fate attenzione a quello che trovate perché sono certo che Putin sia meno indulgente di Felipe VI e di Juan Carlos. Quando però questa sorta di “Lost in translation” torna a nostro vantaggio non possiamo negare il brivido di soddisfazione che ne consegue. Alla Max Schmeling Halle di Berlino come musica per la premiazione delle due squadre italiane vincitrici della Champions di volley (Lube Civitanova e Igor Novara) anziché l’inno di Mameli hanno messo “Bella Ciao”, forse credendo che – considerata la melodia marziale – si trattasse di un pezzo istituzionale. Pensatela come volete, ma io sono convinto che in questo caso non si tratti di una svista. In Germania sono consapevoli delle condizioni in cui ci troviamo e qualcuno ha voluto farci sentire la sua solidarietà con un gesto molto apprezzato.

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