alti e bassi di fedeltà sonora

coppa Davis

Qualunque musicista jazz o cresciuto con il mito del più inaccessibile degli stili musicali per i non addetti ai lavori in queste ore sta lavorando all’allestimento della festa per i sessant’anni che “Kind of Blue”, il disco della svolta, compie domani. Pensate a quante cose, infatti, hanno origine con quel capolavoro, e mi riferisco all’intelligenza artificiale, alla realtà aumentata, alla moderna psicanalisi, alle automobili come le conosciamo, ai viaggi sulla luna, al design generativo, a Internet, al forno a microonde, ai traduttori simultanei, al concetto di sostenibilità, alla ruota e all’energia solare. Se abbiamo un presente lo dobbiamo in gran parte al jazz modale e, in questo, Miles Davis è stato un campione. Il migliore di tutti.

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