esterofilia canaglia

un paese per vecchi

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Il protagonista della prima puntata di “Presa Diretta” andata in onda lo scorso lunedì non era tanto il Canada con la sua gioiosa accoglienza, davanti al quale ogni italiano di buon senso ha schiumato di rabbia, quanto la mesta assenza di vita della Liguria, nuova campionessa italiana ed europea di “inverno demografico”, come lo hanno chiamato quelli della trasmissione. Si tratta di una disciplina in cui comunque, noi italiani, siamo incontrastati leader mondiali perché facciamo pratica diffusa sul territorio, come le scuole di calcio che si trovano a ogni angolo della periferia per selezionare fuoriclasse quando manco sono all’asilo. I borghi della Val Trebbia con meno di cento abitanti e meno di dieci bambini fanno pendant con le cittadine rivierasche che, se ci vai di mattina, vedi solo ottantenni che escono dai panettieri, premesso che ho molti amici ottantenni e premesso che ho molti amici panettieri. Nel complesso, la lezione che abbiamo imparato dall’efficace reportage condotto da Riccardo Iacona è che la modernità illuminata che si respira all’estero non lascerà scampo al nostro presuntuoso attaccamento alle radici che ci lascerà soli, malati, vecchi e senza nessuno in grado di pagarci la pensione.

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