alti e bassi di fedeltà sonora

qualche grado in meno

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I miei amici non parlano d’altro che del nuovo disco dei Tool ma io tengo duro ugualmente e non mi arrenderò a indossare la maglia della salute almeno sino al primo giorno d’autunno. Le stagioni sono infatti solo un fattore che riguarda il calendario e la musica non è da meno. Prova ne è il fatto che dal nulla mi è tornato su come una specie di rigurgito dovuto a una sorsata in eccesso di acqua fresca – avete presente? – nientepopodimeno che Kid Creole and The Coconuts – avete presente? Si tratta di un prodotto così anni ottanta che più anni ottanta non si può perché gli anni ottanta, oltre a offrire musica tipicamente anni ottanta, hanno lanciato cose che in altre epoche sarebbero state vittime di oscurantismo. Invece negli anni ottanta c’erano gli anni ottanta ma c’era anche il rock’n’roll degli Stray Cats e la salsa/funky di Kid Creole and The Coconuts. Pensate a quale livello di apertura di mente abbiamo saputo esprimere. Kid Creole and The Coconuts facevano un genere che in altre ere musicali (quella in cui viviamo, tanto per iniziare) sarebbe stato confinato nei villaggi turistici e durante i mesi estivi per di più con qualche forzatura ritmica per renderlo più ballabile, mentre negli anni ottanta andava a manetta anche in inverno e con una temperatura espressa dallo stile musicale senza compromessi. Che ne dite, balliamo?

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