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cencetti

Ester sta con un fabbro e non c’è nulla che possa immaginare più distante da me che ho appena dato l’esame di paleografia latina. Sfoggia un vistoso anello al naso in metallo che probabilmente ha forgiato proprio lui, nudo con sopra solo il grembiule in pelle tipico di chi martella il ferro incandescente nel suo antro illuminato solo dalle fiamme, e che le ha applicato con maestria forandole le narici con un solo colpo. Probabilmente Ester ha piercing anche ai capezzoli, sull’ombelico e sulla clitoride, almeno se io fossi un fabbro che lavora nudo renderei il più possibile simile la mia compagna alla materia che trasformo con il sudore quotidiano. Invece al momento ciò che più si avvicina a qualcosa che so fare è leggere i manoscritti antichi, scriverli in latino al computer dell’istituto di facoltà e poi tradurli anche se, trattandosi di materiale di giurisprudenza, il risultato è comunque ostico ai più. Ester non capirebbe e il suo fidanzato fabbro mi marchierebbe con le iniziali di Cencetti per ricordare al mondo per sempre la differenza tra chi è uomo e chi fa l’intellettuale. Senza contare che da quel tizio è meglio stare alla larga. A uno che gli ha parcheggiato troppo vicino alla sua moto gli ha tagliato le gomme. Dicono che non sia del tutto registrato e forse anche Ester non sta benissimo. La osservo ballare i Soundgarden e sembra sempre che cerchi qualcosa sul pavimento. Per fortuna riesce a farlo a tempo. So che poi anni dopo si appassionerà alle danze africane, probabilmente il fabbro è uscito di scena soppiantato da qualcuno più in alto di lui nella catena di supremazia maschile. Questo in tempi recenti, però, quando di paleografia latina non ricordo più nulla da tempo, se non il voto immeritatamente alto che ho preso all’esame.

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