questione primaria

nome punto cognome

Quando i colleghi mi chiedono a cosa serva avere un indirizzo e-mail ufficiale con il dominio della scuola penso a tutti quelli che si registrano ai portali del ministero o inviano comunicazioni ai dirigenti con indirizzi del calibro di fragolina75@libero.it oppure mischiano il loro nome e quello del partner o, ancora, riescono a storpiare in una manciata di lettere i diminutivi dei nomi più comuni sostituendo vocali e consonanti con lettere dell’alfabeto inglese. L’indirizzo ufficiale della scuola, ottenuto grazie alla Google Suite, conferisce un carattere istituzionale allo strumento di contatto. Finalmente anche gli insegnanti possono avere una e-mail aziendale che non sia su istruzione.it. Se il mio mestiere è quello di offrire un servizio, peraltro pubblico, è giusto che la mia sfera privata non venga coinvolta, indirizzo e-mail compreso. D’altro canto credo sia corretto che l’e-mail, a questo punto, diventi il canale principale di contatto con i clienti proprio come accadeva nelle aziende in cui ho lavorato prima di vincere il concorso da docente. E i clienti, nella scuola, sono le famiglie. Le colleghe mi hanno avvertito: sei pazzo a dare la tua e-mail ai genitori dei tuoi alunni. Non vedo però il problema: se qualcuno si espone a contattarmi sullo strumento ufficiale di comunicazione dell’organizzazione di cui sono dipendente lo fa assumendosene tutta la responsabilità. Scripta manent. E comunque lo trovo doveroso. Da genitore, se devo prendere contatto con un professore di mia figlia cerco l’e-mail sul sito della scuola gli scrivo. Ovviamente lo faccio se c’è una ragione. In caso di abuso, pubblicherò tutto qui, anche perché sono certo che gli spunti di divulgazione saranno motivo di interesse per i miei lettori.

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