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cielo rojo

Prestare attenzione ai dettagli dei programmi tv è una vera e propria disciplina, più che un passatempo. Una pratica che, oltre al compiacimento del proprio spirito di osservazione e ascolto, permette di scorporare elementi minimi di ogni prodotto televisivo per giungere a valutazioni qualitative fondate e complete. Da quando esistono poi gli infiniti canali del digitale terrestre, i palinsesti delle emittenti offrono molteplici spunti di riflessione. Pensate solo a quella specie di sosia di Casaleggio che divulga la sua filosofia di benessere alternativo, alle radio che trasmettono le immagini in diretta dagli studi creando un corto circuito comunicativo oltreché un paradosso degno di Achille e della sua tartaruga, quelli che fanno la telecronaca delle partite di calcio senza far vedere le partite di calcio, e davvero mi chiedo che tipo di pubblico abbiano, e certi programmi musicali con avvenenti interpreti conciate da battaglia – stivaloni alla coscia compresi – che cantano cover su improbabili basi pre-registrate.

Sono tornate alla ribalta persino le telenovela in lingua spagnola. Su Donna TV è facile imbattersi verso l’ora di cena in “Cielo Rojo”, una produzione messicana interpretata prevalentemente da attori richiamanti i canoni caucasici, malgrado lo scenario ispanico-centroamericano. Qualche sera fa ho assistito alla scena in cui una delle protagoniste si muoveva per la casa con un notebook dotato di scheda PCMCIA, grazie alla quale mi è stato possibile contestualizzare la serie nel periodo di realizzazione. Devo avere ancora una scheda PCMCIA Aironet Cisco che usavo per connettere il primo pc portatile che ho acquistato alla rete in qualche cassetto. Che tenerezza. Comunque i dialoghi di “Cielo Rojo” sono degni della migliore tradizione Ciquito e Paquito

Da lì poi ho girato su “Il collegio”, trasmissione altrettanto da subumani, dove sotto a dialoghi che riconducevano all’omologazione e al comportamento da pecore hanno utilizzato la colonna sonora di “Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro”, una marcetta molto orecchiabile:

ma mi è sfuggito il nesso. Forse intendevano la musichetta di “Shaun vita da pecora”, serie prodotta dalla stessa Aardman Animations. Ma allora perché non usare quella giusta?

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