questione primaria

un genio

A scuola da me ci sono due sorelle senegalesi che sono spettacolari. La grande frequenta la quinta ed è una delle ragazzine più solari e belle che abbia mai visto. La piccola è una mia alunna ed è tenerissima. Non so se è a causa dei suoi lineamenti ma quando mi guarda è come se dovesse farmi una di quelle domande che mettono in difficoltà gli insegnanti. Ha un modo di esprimere la gioia indecifrabile. Tiene lo sguardo basso e non riesco a capire se sia soddisfatta oppure se sta smaltendo un torto. Ha anche un senso della scansione del tempo tutto suo. Se mi chiede “maestro, quando ascoltiamo le nostre canzoni preferite?” devo risponderle con esattezza, i giorno, l’ora e il minuto. Perché se sto sul vago e dico cose tipo “più avanti, quando abbiamo un po’ di tempo tra un’attività e l’altra” lei, poco prima che suoni la campanella, mi rimprovera amorevolmente dicendo “ma maestro avevi detto che più avanti avremmo ascoltato le nostre canzoni preferite”, e a quel punto aggiustare una situazione così compromessa è impossibile. Scrive i numeri esondando abbondantemente dagli argini dei quadretti grandi ma io la lascio fare perché la sua grafia riflette in pieno la sua personalità. Ho fatto qualche supplenza alla sorella grande lo scorso anno, e sono stato molto felice di esser stato assegnato alla classe della più piccola. I suoi racconti sono originalissimi. Gioca a calcio, ha chiesto in regalo una specie di pistola giocattolo che è di moda in questo periodo tra i bambini, e dice di esser stata in uno di quei posti dove paghi per spaccare tutto. Mi ha anche raccontato che la sorella grande dice che io sono un genio. Il genio della scuola, mi chiama. Forse perché faccio sempre ripartire i computer delle classi quando le colleghe non sanno che pesci pigliare. Ecco, devo ammettere che genio proprio non me l’aveva detto mai nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.