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qualche idea per un inno di una zona rossa – day #13

Quelli che sognavano la secessione saranno contenti. Lo smacco è che a nessuno è venuto in mente di chiamarla zona verde, ma più che di daltonismo è una questione di semiotica dei colori. Ci hanno chiuso dentro e buttato via la chiave, come si dice. Qui è pericoloso, e Zingaretti ne sa qualcosa. Persino a chi se ne starebbe tutto il giorno chiuso in casa questa imposizione sta stretta. Oggi c’era il sole e il fatto che sembrasse primavera ha spinto tutti quanti a condurre la propria vita come se niente fosse: i social sono zeppi di foto di gente a spasso per Milano, a fare shopping, a bere l’aperitivo, forse perché riflettere sulle strade e i bar vuoti ci ha trasmesso l’idea di quanto sia fondamentale la gente per una città. La gente che vituperiamo, odiamo, prendiamo in giro perché commette errori di grammatica da prima media e a cui vorremmo togliere la licenza di esprimere il proprio voto è il principio cardine della vita. Proprio per questo è importante preservarla, tutto sommato. Altrimenti, con chi litigheremmo su Facebook? Siamo al di qua di una cortina di ferro e ci staremo per un po’. Chiudersi in casa farà bene a tutti.

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