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porta consiglio

Quando la sera, intorno alle 21:30, il mento mi cade sul petto e i membri della mia famiglia mi coprono di improperi per la mia oramai conclamata incapacità di giungere sveglio fino alla fine del film o del programma scelto in tv, e non c’entra nulla purtroppo il tipo di programma in sé, ripenso a quando facevo le ore piccole studiando e spavaldamente tiravo fino alle tre o alle quattro del mattino per preparare gli esami all’università.

Ne ho parlato con mia figlia, a cui l’emergenza Covid sta offrendo oramai da mesi la possibilità di vivere la scuola superiore per certi aspetti alla pari di un corso da grandi. Il fatto è che, pur nella illimitata autonomia applicata alla gestione del tempo, molti ragazzini restano legati ai moduli organizzativi standard retaggio della scuola vissuta in condizioni normali. Si frequenta la mattina, si studia il pomeriggio, ci si corica alla sera. Il lockdown ha imposto la rivoluzione dei tempi. Non è detto che le videolezioni si svolgano la mattina, che coprano una fascia della giornata completa come prima, e che ne derivi il pomeriggio da dedicare alle attività.

Consiglio spesso a mia figlia di farsi un caffè e studiare dopo cena. Mettersi sui libri con il buio ti permette un punto di vista diverso sulle cose da apprendere. Di sera, si sa, siamo più indulgenti e più morbidi. È facile lasciarci persuadere, mettere da parte pregiudizi e convinzioni, scendere a compromessi, accettare confronti. I saperi, le informazioni, le formule, la storiografia, la critica, persino le date e la matematica si prestano al gioco e si inseguono intorno alla nostra testa come quelle abat-jour che avevamo da bambini, con i protagonisti delle favole che in un film in loop mimano ruotando un adattamento della loro storia per lampadina e ombra.

Studiare di notte permette poi di fare qualche pausa con la musica in cuffia con i programmi di Stereonotte (anche se credo non esista più da tempo), una sigaretta alla finestra anche se è meglio non fumare, uno spuntino di mezzanotte. Il mio record? Sfruttare la notte precedente all’esame per un ripasso finale di tutto il programma, spegnere la luce della scrivania alle 6.30, doccia, colazione, treno (facendo attenzione a non crollare in extremis) e poi in pasto alla commissione, con ottimi risultati. A prova terminata ricordo l’effetto psichedelico da crollo della tensione e il trascinarsi fino a casa per dormire, senza sosta, sino al giorno successivo.

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