alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 22.01.2019

Leonardo, “Metti sull’Uno c’è un maestro che urla”
Quasi un italiano su dieci ha assistito alle sfuriate del maestro Boni senza cambiare canale. Anzi dev’essersi in qualche modo affezionato, e non so se questa è una buona notizia per il mondo della scuola. In gran parte si tratta degli stessi italiani che non esiterebbero a denunciare un maestro del genere se invece che in tv sbraitasse in quel modo davanti ai propri figli, in un’aula scolastica – andiamo, persino io lo avrei mandato a quel paese a un certo punto: e faccio il suo mestiere. Che ci è successo?

Il Post, “La storia della moneta francese in Africa che favorirebbe l’immigrazione, spiegata”
Secondo Di Maio e Di Battista l’arrivo dei migranti in Italia è colpa del “franco CFA”: i numeri dicono però una cosa diversa.

Giulia Blasi, “Uomini, diteci: di cosa avete paura?”
Delle reazioni positive non c’è molto da dire che non abbiamo già detto: è arrivato il tempo per una presa di coscienza maschile che vada molto al di là di un generico appoggio formale alla parità di diritti. Non ci resta che discutere delle reazioni opposte, ovvero quelle degli uomini che hanno reagito con rabbia e stizza a un contenuto pubblicitario che mette in discussione un assunto fondamentale dei maschilisti di tutto il mondo: vale a dire che loro stanno bene così, sono le donne che devono cambiare.

La Linea d’Hombre, “Un bambino da insegnargli ad andare in bici”
Sì, riuscivo a immaginare una vita di nostri incontri, di baci, di mani intrecciate. Una vita di fare la spesa, di sole rubato al mare, di corse sull’argine di un fiume, una vita con un bambino da insegnargli ad andare in bici.

Notiziole di .Mau., “Riscatto degli anni di laurea: a chi conviene?”
Hai da tre a cinque anni in più di anni di lavoro, e quindi in certi casi puoi andare prima in pensione, ma la tua pensione sarà più bassa perché hai pagato meno contributi, come dice la legge Dini e ribadisce la legge Fornero. Succede insomma la stessa cosa che con quota 100: l’impianto di base della legge Fornero rimane intatto, e si apre solo alla possibilità di anticipare la pensione senza però che i soldi che ti verranno statisticamente dati fino alla morte aumentino. Risultato: prendi meno soldi.

Rivista Studio, “Conoscere Yalitza Aparicio”
Una rassegna di articoli, interviste e video sull’attrice di Roma, uno dei personaggi più interessanti del momento.

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 17.01.19

npr, “Finding God, Love And The Meaning Of Life In Messiaen’s ‘Turangalîla-Symphonie'”
For any music I conduct, it’s essential that I discover a real sense of who the composer is. Olivier Messiaen, it’s safe to say, was a unique guy from the start.

Il Post, “Il video surreale (come minimo) del ministro Bonafede su Battisti”

Portale Bambini, “Combattiamo l’analfabetismo funzionale a casa e a scuola”
Sulle pagine de “Il Corriere della Sera” leggiamo che: “Nel corso del 2016, secondo gli ultimi dati Aie, il 60 per cento degli italiani (laureati compresi) non ha aperto un libro di qualsiasi tipo“. Di questo dato la scuola non è certo responsabile, al contrario. Se non si leggesse in classe, la percentuale sarebbe drasticamente più alta. Il problema è a casa: leggiamo abbastanza? Stimoliamo i nostri bambini a leggere?

not, “Lo sguardo asperger”
Ha invece autismo ad alto funzionamento Shaun Murphy, il medico interpretato da Freddie Highmore protagonista di The Good Doctor – il cui showrunner, David Shore, è lo stesso di Dr House. Commentando la serie, Sarah Bradley, giornalista con un figlio autistico, ha fatto notare come la televisione sembri ormai ossessionata da una rappresentazione quanto meno dubbia dell’autismo (Shaun Murphy ha la sindrome del savant, che però riguarda una minima percentuale delle persone nello spettro autistico).

Alessandra Daniele, “Il Cazzaro della Marmotta”
Chi sarà il prossimo? Uno dei pappagalletti che Casalino e Casaleggio spediscono in giro per i talk show? Ridono. Caratteristica comune dei grilloverdi è il ghigno perenne. Non si sa bene quanto sia un ordine di scuderia – ostentare ottimismo – e quanto siano proprio così di natura, ebeti, strafottenti.

Krisma Music, “Quelli belli siamo noi”
Moreover, Maurizio is seduced by a bad girl (Loredana Bertè) he meets at the Titan Club (where he occasionally sings with success).
But true love prevails and, after many troubles and misunderstandings, and with the help of a wit cousin from Sicily (the comedian Isabella Biagini), the couple manages to unite for life!

Annamaria Testa, “Effetto Dunning Kruger: incompetenti e inconsapevoli di esserlo”
All’incompetenza spesso si accompagna la supponenza, e gli incompetenti nutrono un’incondizionata fiducia nelle proprie capacità. Non hanno percezione dei propri limiti e ignorano i propri errori. Infine, fanno fatica a riconoscere la competenza altrui, e possono arrivare a disprezzarla.

L’Espresso, “#TenYearChallenge: nel 2009 Matteo Salvini intonava il coro contro i napoletani”

minima&moralia, “Ovidio a Roma: il trionfo del poeta sul Tempo”
Perché Ovidio, come ricorda Gardini, “è stato un poeta del Tempo: poeta fisico, poeta del corpo, poeta delle forme. Sempre in movimento”. La sua più grande colpa agli occhi occhi di Augusto, e il suo più grande pregio nei confronti della Storia, è stata quella di essere un intellettuale troppo orientale, nella concezione stessa della vita. Proprio ne Le Metamorfosi si legge: “Tutto muta, nulla muore. Lo spirito è errabondo…. e dagli animali passa al corpo umano e il nostro negli animali. E non si consuma nel tempo e come la duttile cera si plasma in nuove figure”: sono parole che esprimono una potente e sentita visione, potremmo dire, inconsapevolmente yogica.

Il Tascabile, “Jesus’ son di Denis Johnson”
Jesus’ son è come ricevere una coltellata nell’occhio e continuare a vederci. Che è, poi, quello che più o meno accade a un uomo nel racconto “Emergenza”: “è stata mia moglie, – ha detto il tizio. La lama era conficcato fino all’impugnatura nell’angolo esterno dell’occhio sinistro. Era un coltello di quelli da caccia”. Ad assisterlo, in ospedale, ci sono Testadicazzo e Georgie, che passano il tempo rubando pillole dagli armadietti e pulendo il sangue nelle sale operatorie, oltre a un’infermiera e un medico che farnetica di voler chiamare “un gran mago degli occhi”, “il migliore”, “un artista dell’etere”, anche se siamo in un ospedale qualsiasi e ciò non accadrà mai.

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 06.01.19

Ritorna di moda il blog’n’roll, tenetevi pronti.

Paolo Nori, “Da febbraio”
Non mi ricordo mai i nomi delle strette di mano, quando qualcuno si presenta e dice piacere, sono Tizio, piacere sono Caio, ecco io lì per lì mi agito sempre un po’ e i nomi di Tizio e Caio non me li ricordo mai, e dopo devo chiederli di nuovo, che è sempre una brutta figura.

Popcore, “Lo spot della Conad, le valigie piene di caciocavallo, il patriarcato e altre cose che si mangiano al sud”
Mi rendo conto che il 2019 è solo un anno e se per me significa rivoluzione tecnologica, blockchain, sostenibilità e turismo spaziale, per la Zà Rusina significa un altro anno a chiedersi perché sua nipote non si sposa, per mia madre significa un altro anno a sperare che le faccia un nipotino e per la madre della mia vicina di posto cos’altro poter mandare alla figlia che non si sia già portata dentro le enormi valigie. Che il sessismo, il patriarcato, il femminismo, sono concetti da spiegare alle nuove generazioni per modellare un futuro inclusivo, ma che non posso pretendere siano inseriti in uno spot di qualche secondo, che racconti e stravolga le granitiche certezze di una generazione già ‘fatta e finita’.

D I S . A M B . I G U A N D O, “I messaggi di auguri standard, uguali per tutti”
Ed ecco il disastro: “Tanti auguri per un meraviglioso 2019”, “Cari e sinceri auguri di buone feste e felice anno nuovo”, “Auguro il meglio a te e ai tuoi cari”. Ma soprattutto: la gif animata con il numero 2019 che balla o l’alberino di Natale che ondeggia al suono di Jingle Bells, il videino con il babbonatalino che sculetta o con lo spogliarello (maschile, femminile, gay, quel che vuoi) con accessorio rossonatalizio che alla fine resta. E via dicendo.

chi ha paura di virginia woolf?, “La parte migliore di me”
Tra i tanti regali natalizi uno, graditissimo, era corredato da un bigliettino affettuoso a nome degli uomini di casa. Si faceva menzione, nella dedica, al regalo che avrebbe dovuto proteggere “la parte migliore di te”

Loudd, “Big Joanie – Sistahs”
Un disco di gente che non è capace a suonare, nel 2018, deve avere canzoni straordinarie per risultare convincente. Il 77 è finito da un pezzo e, oggi, anche il punk più situazionista può contare su batteristi che vanno a tempo, chitarristi dotati del minimo sindacale di tecnica e bassisti che se la cavano anche senza plettro. Per non parlare delle diavolerie che si usano in studio e che possono far sembrare bravi e intonati cani e porci.

N3rdcore, “Bandersnatch, una recensione a bivi”
Il tuo obiettivo è trarne un parere da condividere su internet, potrebbe essere una recensione estesa o un giudizio più sintetico, l’importante è scrivere qualcosa, perché in questa realtà si ha diritto di cittadinanza solo commentando su internet i fatti del giorno ricevendo, se possibile, un discreto numero di like. Intorno a te i pareri fioccano ovunque.

La McMusa, I libri di dicembre 2018
Ambientato in un New England impensabile e gelido, il romanzo di Joe Clifford insegue due fratelli su un furgone scassato che, di motel in motel, di birra in birra, di ricordo in ricordo, cercano di rivendicare per se stessi e per la cittadina in cui vivono un destino più pulito o, almeno, meno lercio. E lo cercano in cima a un monte che si chiama Lamentation.

Annamaria Testa, “Brutte persone: ciò che diventiamo se non ci stiamo un po’ attenti”
Del resto, non c’è gusto né merito a comportarsi bene se si ignora quanto è facile e istintivo comportarsi male. E non c’è ammirazione verso chi si comporta da brava persona se non si è consapevoli di quanto siano forti le tendenze a essere egoisti, fatui, superficiali o insensibili.

condividi anche tu i vecchi concerti su youtube

Per assistere a una loro esibizione nel tour di Badmotorfinger ho pagato un biglietto sovradimensionato a causa della band di metallari del cazzo che i Soundgarden supportavano, i più celebri Guns N’Roses. Sta di fatto che quel disco è una pietra miliare della mia formazione musicale, e spero pure della vostra. Anche se non ci piacciono le recensioni postume di ellepi vecchi come il cucco, come Badmotorfinger appunto, questa pubblicata da Pitchfork non è niente male perché coglie l’oggettivo e perfetto mix di quel sound dei Soundgarden, tra roba pesante e post-punk. L’atteggiamento è molto grunge ma era la moda dei tempi, e se non ci credete guardate qui sotto. Qualcuno ha registrato il concerto di cui sopra e la cosa strabiliante è che lo ha fatto nel 92, il 27 giugno per la precisione, allo stadio Delle Alpi di Torino e con una telecamera, mica con uno smartphone, e a giudicare dalle riprese sembra proprio nel punto in cui più o meno c’ero anch’io.

ecco che cosa aveva previsto per il 2017

Lei era veramente brutta, lui poco meno, ma stravaccati sulle poltroncine ci davano dentro con i baci con la lingua e una delle addette alle informazioni si era lasciata sfuggire un commento notando che si comportavano come se lo stessero facendo per la prima volta. Intorno a loro quindi ormoni impazziti e il litro di profumo smaccatamente afrodisiaco che si era messa lei, in cui lui sembrava affogarci dentro. Qualcuno stava raccontando l’ultima puntata di ciao Darwin a qualcun altro che invece starnutiva per l’allergia di stagione quando i terroristi fecero irruzione nella centrale di controllo della stazione ferroviaria, e la loro portavoce si impadronì del sistema di annunci mentre i complici legavano e imbavagliavano alle loro scrivanie gli addetti alla gestione del traffico.

Tutti i passeggeri in attesa non si accorsero subito dei passaggi dell’ultimo canto dell’Inferno della Divina Commedia che una voce femminile declamava a memoria dagli altoparlanti smistati sui binari e in sala d’aspetto. A caldo sembrava proprio uno di quegli annunci di servizio, come poco prima una voce piuttosto simile aveva deluso le attese di quelli che avrebbero voluto rientrare a casa a un’ora decente per discutere con qualcuno della morte di un personaggio importante, l’ennesima di quell’anno cosi lugubre, annunciando che a Pavia qualcun altro era morto schiacciato da un treno. La gente muore, rientra nella norma e l’immunità parlamentare non ci mette al riparo, altrimenti altro che vitalizi.

Ma all’ultimo passaggio di quel canto dantesco fu lapalissiano che stava accadendo qualcosa, che da qualche parte si stava consumando un’azione dimostrativa contro il sistema che aveva sottratto a una delle realtà politiche più innovative del secolo la guida e il guru rendendo il movimento acefalo, cieco e in balia dei seguaci delle credenze primitive e ignoranti di cui era popolato. E la terzina cruciale, quella delle stelle che si rivedono e che di quel movimento di fanatici era diventata una specie di mantra, venne coperta in modo imparziale dallo stridore di un convoglio in arrivo dalla parte opposta di quello in ritardo per il morto, e non furono in pochi quelli che ammisero che l’unico modo per portare a compimento la redenzione verso il loro guru con il dovuto rispetto sarebbe stato quello di investire i rimborsi dei parlamentari riconsegnati nella ricerca di un sistema per risolvere il problema dei treni che frenano facendo un baccano infernale. Anzi, forse proprio Lui l’aveva previsto, ma per il 2017.

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 23.12.15

dangerous minds, “POST PUNK ICONS AS CLASSIC MARVEL COMICS SUPERHEROES”

KUORE. LA SCUOLA AI TEMPI DI WHATSAPP, “NON ESSERE CATTIVO. Nicola Sansarella, gli ultras da tastiera e i miei student”: La condizione giovanile non è mai stata così massicciamente impedita nel manifestare la propria pulsione aggressiva come oggi. I giovani non hanno più zone franche, sono intrappolati nei loro tessuti urbani o virtuali. Sono chiusi nei loro smarphone. Nei loro rave party. Nei loro bar e baracchini. Non hanno via di scampo, se non ancora una volta in spazi implosivi e claustrofobici con l’aiuto di sostanze psicotrope, dove certo esperiscono momenti di sfogo e di rottura ma spesso in forme frammentate e frustranti, con il rischio di feroci cortocircuiti psicofisici piuttosto che attraverso un’autentica emancipazione. E così covano. Bruciano in improvvisi fuochi, si appiccano nelle notte febbrili. La violenza gli sorge nel corpo, come un desiderio, come una chiamata.

Internazionale, “Com’è bionda mia figlia”: Ho avuto una figlia grazie a un ovulo donato. È una bambina bellissima con gli occhi azzurri, i capelli biondi e la pelle bianchissima, mentre io sono mora. Ogni volta, davanti a estranei, mi sembra di dovermi giustificare. Penso che dovrei smettere di farlo ma non posso, per lei.

frizzifrizzi, “Le intraducibili: un libricino illustrato sulle parole impossibili da tradurre”: Un paio di giorni fa, guardando l’alta colonna dei miei, di libri “in attesa”, mi sono chiesto se esistesse una parola per indicare questo fenomeno. Una di quelle parole intraducibili se non con lunghe espressioni—tipo weltanschauung, heimat, gattara—o che comunque nella traduzione perdono quelle sfumature di significato che le rendono uniche e affascinanti. Mi pareva di ricordare che ci fosse, il termine esatto. E in effetti c’era, ed era giapponese: tsundoku.

Francesco Piccolo, “Il futuro del futuro”: Mia moglie è contraria a ogni prospettiva che scavalchi la settimana corrente. Perché, dice: se poi moriamo, che ci occupiamo a fare di cosa deve succedere lunedì prossimo? Quindi, secondo lei, non bisogna avere nessun progetto a scadenza media o lunga, e bisogna approfittare di tutto quello che ci capita nel presente.

Internazionale, “Romani per caso”: Cosa c’è fuori dalla redazione di Internazionale? Termini, la principale stazione ferroviaria di Roma. Un mondo intorno a cui ruotano le vite di migliaia di persone: c’è chi ci abita, chi ci lavora, chi è solo di passaggio, in arrivo o in partenza. Con questo video di Termini tv inauguriamo una rubrica settimanale per raccontarlo.

Flora Ciccarelli, “Festa mobile”: Nafisa è uno dei motivi per cui, nei giorni successivi alla strage, mi viene un malessere che chiameremo la Smania. La Smania è alimentata in maniera costante dal gusto dell’orrido che caratterizza l’informazione italiana (ma non solo italiana) e che mi porta in breve tempo a prospettare scenari post-apocalittici. Nafisa e i suoi compagni Ouisal, Dounia, Souhail: quanto tempo passerà prima che qualcuno li chiami “bastardi islamici”?

Rivista Studio, “Posso andare su Facebook?”: Ieri a Strasburgo il Parlamento europeo ha approvato le regole del nuovo General Data Protection Regulation, il nome ufficiale dato dagli organi comunitari a una proposta di legge che definisce regole e modalità della protezione dei dati personali digitali in Europa. L’iniziativa legislativa, in discussione dalla scorsa estate, in questi giorni ha fatto parlare di sé anche e soprattutto a causa di un emendamento dell’ultimo minuto inserito nel testo poi convalidato dai rappresentanti di Parlamento, Commissione e Stati membri: «Il trattamento dei dati personali di un adolescente di età inferiore ai 16 anni sarà considerato legale solo nel limite in cui consenso è dato o autorizzato dal possessore della responsabilità genitoriale nei confronti dell’adolescente».

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 15.12.15

Claudio Giunta, “I nomadi di Steinbeck”: Gli anni che precedono la seconda guerra mondiale sono stati gli anni d’oro di John Steinbeck. Nel 1936 pubblica La battaglia, un racconto che parla degli scioperi dei raccoglitori di frutta nelle piantagioni della California, l’anno dopo Uomini e topi, che vince il premio Pulitzer; poi (1938) i racconti della Lunga vallata, e nel 1939 Furore, che vende un’infinità di copie e diventa subito, a distanza di pochi mesi dalla stampa, un film altrettanto fortunato di John Ford. Poi gli Stati Uniti entrano in guerra, e la guerra cambia, se non proprio tutto, molto, come spiega bene Cinzia Scarpino nella postfazione al reportage di Steinbeck I nomadi, tradotto ora per la prima volta da Longanesi: «Con la Seconda guerra mondiale, l’interesse nazionale – politico e intellettuale – abbandonerà migranti e fittavoli. La pubblicazione, nel 1941, di Sia lode ora a uomini di fama di Evans e Agee segnerà un colossale fiasco di vendite».

NPR, “Songs We Love 2015”: Listen to more than 400 of the best songs of 2015, as selected by NPR Music. These are the ones we couldn’t stop playing, the ones we shared, the ones we kept close all year long.

La Linea d’Hombre, “Caricare la lavastoviglie for dummies”: I piatti stanno con i piatti e le scodelle con le scodelle. Mischiare è l’errore tipico dei caricatori principianti è il qual’è apostrofato dei lavastoviglici. E quando c’è una fila sola si parte con le scodelle e poi si passa ai piatti, di modo che, nel delicato passaggio da un tipo all’altro non si verifichi il letale accostamento culo del piatto con bordo scodella. Ovviamente non è presa nemmeno in considerazione l’ipotesi di lasciare un posto vuoto nella griglia.

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 14.12.15

Dailybest, “La televisione non basta più: Eni si scontra con Report su Twitter”: Durante la messa in onda del servizio di Report, il social media team di ENI ha iniziato a twittare sull’hashtag della trasmissione fornendo la propria versione dei fatti raccontati in TV. Infografiche, smentite, dichiarazioni e un dossier aziendale: tutto materiale diffuso in tempo reale, con una reazione sui social da parte della redazione del programma che ha ingranato con qualche ora di ritardo.

Marco Damilano, “Leopolda 6, Matteo Renzi cerca cento capilista”: Finora dalle kermesse di Firenze erano usciti i fedelissimi destinati a ministeri e aziende di Stato. Quest’anno nei piani c’è la selezione dei futuri deputati. Via i vecchi parlamentari, ecco il nuovo Pd sognato dal premier.

Marco Damilano, “La Leopolda e la fiducia”: Le domande addomesticate dei ragazzi chiamati a intervistare i ministri, neppure una parola sull’affaire bancario, argomento sfiorato solo questa mattina con il ministro Pier Carlo Padoan (ma quando la richiesta di dire qualcosa arriva dalla stampa l’uomo di via XX Settembre si risente: «Sciacallaggio!»). I ministri tenuti a distanza dai giornalisti. Il cordone sanitario intorno alla Boschi. L’irritazione per gli attacchi di Saviano. E, ad aggravare la situazione, il grottesco referendum on line che gli organizzatori della Leopolda convocano sui titoli peggiori che i giornali di opposizione hanno sparato sul governo, la parte del leone spetta al “Fatto quotidiano”, il titolo più votato però l’ha fatto “Libero”: un’idea che accomuna i renziani al peggior grillismo. Un mischione di realtà e di reality che fa da contrappunto alla struttura parallela in mostra alla Leopolda.

Gli Stati Generali, “Dal caso Cancellieri a quello Boschi. Il Cambia Verso”: questa vicenda mi lascia un senso di tristezza addosso. Il problema non sono le dimissioni di Cancellieri, il problema è che è in gioco la fiducia verso le istituzioni. Io al suo posto mi sarei dimessa, c’è un punto grave in questa vicenda, che non è la scarcerazione di una persona malata. Il punto grave è che ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici. Oggi abbiamo perso un’altra occasione di fronte ai cittadini.

Rivista Studio, “Navigare su Internet come fosse il 1995”: oldweb.today è una pagina web spartana che offre un servizio dedicato ai nostalgici, o a chi vuole scoprire i pregi del navigare online con una connessione dial-up nel 1995. Da un menù a tendina si può selezionare il browser dell’epoca preferito (tra NSCA Mosaic, Netscape, Internet Explorer, Safari, Firefox, Chromium), specificare un Url e selezionare una data a partire dal gennaio 1992. oldweb.today farà il resto, generando la pagina specifica come l’avremmo visualizzata in quel giorno di un passato più o meno lontano.

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 12.12.15

A margine, “Cose che nessuno dice sui Modà”: No, c’è un tot di cose che io vorrei buttarvi lì prima che voi liquidiate i Modà come il peggior gruppo del mondo. E la prima è: il bruttismo militante di Kekko. Che sembra inserirsi in una tradizione di bruttini odiati dall’élite ma adottati dal cuore generoso delle masse in cerca di briciole di poesia basica. I colti di musica hanno sempre usato contro Albano, Totone Cutugno, Marco Masini, il succitato D’Alessio e Valerio Scanu anche l’argomento della sfigatitudine fisica (e se Cocciante e Lauzi non avessero scritto delle hit considerate irresistibili pure dai colti di musica, ho il sospetto che se la sarebbero passata maluccio pure loro).

minima&moralia, “Musica celestiale: intervista a Rick Moody”: Non è un mistero che l’autore di Cercasi batterista, chiamare Alice, Tempesta di ghiaccio e Rosso americano sia un grande cultore della materia musicale, un autorevole critico, nonché un musicista con tre dischi all’attivo con la sua band The Wingdale Community Singers. Mentre negli Stati Uniti esce il nuovo romanzo, Hotels Of North America, Bompiani pubblica Musica celestiale, corposa raccolta degli articoli musicali di Rick Moody: si tratta di articoli nell’accezione più dilatata e divagante del termine che, per dirla con l’autore, “si prefiggono di illustrare tutto ciò che nella musica cantata e in quella strumentale è in grado di sopraffare il sottoscritto”

L’Undici, “Edward Hopper, l’eremita della pittura americana”: Opere che assomigliano alla vita eremitica che lui stesso si scelse: per quasi due terzi della sua esistenza visse e lavorò in uno studio a Washington Square, New York, senza bagno né frigorifero, e con il riscaldamento a carbone che doveva essere portato in casa percorrendo a fatica quattro rampe di scale; in compenso la vista era bellissima e un grande lucernaio gli offriva la luminosità necessaria per dipingere. Uomo di vaste letture, aveva pochi amici e se doveva parlare della sua pittura si esprimeva in modo asciutto, quasi a monosillabi; era timido chiuso e nevrotico, un personaggio antieroico come si presenta lui stesso in un autoritratto col cappello, con un viso inespressivo da uomo che si può incontrare ogni giorno e dimenticare subito dopo.

Tracey Thorn, “Gli artisti e il loro pubblico si somigliano”: Una ragazza le ha consegnato un disegno, un’altra le ha chiesto del suo ultimo tour con le Sleater-Kinney, e un’altra più arguta le ha domandato se pensava che il suo libro sarebbe finito sugli scaffali della libreria femminista della serie tv Portlandia. Il pubblico era simpatico come lei, e ancora una volta non ho potuto fare a meno di notare che pubblico e artisti si somigliano, come gli animali domestici somigliano ai loro proprietari. Anche se in questo caso non saprei dire chi siano i proprietari e chi gli animali.

Booksblog, “10 luoghi simbolo della letteratura americana”

Il deboscio, “Indovina chi viene a cena”: Zarro, borghese, intellettuale e nerd sono le categorie in cui il mondo si divide. Dunque per le vostre cene abbiamo pensato a una pratica guida da utilizzare per assegnare i posti a tavola ed equilibrare un po’ tutta la serata. Se invece gli invitati siete voi, e se a una prima occhiata capite chi avete di fronte o di fianco, con questa guida sapete già subito con che argomenti partire alla grandissima. Che poi funziona mica solo a tavola. Funziona anche in treno, sul lavoro o ovunque questa maledetta vita ha deciso di posizionarvi in quel momento.

Il Post, “Perché “Il caso Spotlight” è un film diverso”: È tra i favoriti per gli Oscar ed è stato prodotto da Open Road Films: una società piuttosto giovane e che sta cambiando il modo in cui si fanno i film, occupando gli spazi lasciati vuoti dalle major

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 10.12.15

Il Post, “Tutti assolti per il sistema Sesto”: Fu una grossa inchiesta da titoloni e prime pagine, in primo grado è finita in nulla: Filippo Penati e altri 10 imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

Sul Romanzo, “Regali di Natale – Dieci libri per giovani adulti”: oggi vi proponiamo dieci libri per giovani adulti, una categoria di lettori che solo da poco ha attirato l’attenzione di scrittori ed editori, soprattutto negli Stati Uniti. Questa fascia si divide in realtà in due gruppi: gli studenti delle scuole superiori (14-18 anni) e gli universitari, ai quali possono essere presentati romanzi di maggiore spessore.

Strade, “Le Pen vince in Francia, ma trionfa in Italia. Nel popolo e in tv”: Alla fine, i voti raccolti ieri dal Front National nelle elezioni regionali francesi hanno raggiunto la percentuale nazionale del 27,9%. È la stessa percentuale di cui uno dei sondaggi più recenti accredita in Italia il M5S, che, stando allo stesso sondaggio, sarebbe eccezionalmente competitivo e vincente anche nel voto di ballottaggio contro il PD.

Pop Topoi, “2015: 30 belle canzoni”: 30 canzoni che hanno in comune l’anno di pubblicazione, ordinate secondo il gusto di chi ha le chiavi di questo blog e si è premurato di spiegare perché una è meglio dell’altra nonché di raccoglierle in una playlist su Spotify.

Claudia Durastanti, “M.IA., i rifugiati, il giornalismo musicale. Una riflessione sul video di Borders”: Certe volte mi chiedo se la mia recente disaffezione dal giornalismo musicale non dipenda anche dal fatto che mi ritrovo in un ecosistema in cui tre pagine di analisi semiotica su Justin Bieber o Miley Cyrus sono più “accettabili” di uno schieramento a favore di un video come Borders di M.I.A. Anzi, siamo nel paradosso per cui se un video con i profughi lo avesse fatto uno dei due cantanti in questione – che ogni tanto metto su Youtube pure io – la reazione di parte del giornalismo musicale internazionale sarebbe stata: «La verità che viene dal pop», «Dalla Disney alla crisi siriana: ecco perché abbiamo bisogno di artisti come Miley», «Justin fa aprire gli occhi ai suoi fan con un video duro e senza sconti».

La Blogothèque, “El Vy, la croisière s’amuse.”: El Vy était parfait pour recommencer à faire tout cela. Le projet de Matt Berninger et Brent Knopf arrivait à point nommé. “Return to the moon”, oui, c’est une bonne idée. Echappé respectivement de The National et Ramona Falls, le duo a offert un beau vol de nuit à ceux qui avaient besoin d’air frais.