lost in translations

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Mi chiedo come la stessa frase possa significare “Che Allah mi perdoni, io non l’ho uccisa” e “Allah, per favore, fa che risponda”, qui si azzarda una spiegazione. Non conosco una parola di arabo. By the way, il post di Stefano Nazzi su Il post è perfettamente in linea con la sobrietà insita in questa tragedia. Il tutto sembra un film tratto da un libro di A. M. Homes e diretto da Gus Van Sant (con lo zampino di Sofia Coppola).

walking in my shoes: 50 anni con gli anfibi

Posted Lascia un commentoPubblicato in i like, quattro stagioni (rossa)

Una boccata d’aria, tra i “week leaks” e le camere chiuse. Festeggiamo i 50 anni delle scarpe che hanno segnato la mia adolescenza, e che porto ancora oggi, ma solo quando piove, il mio piede ha iniziato a ribellarsi alle calzature da ribelle. Rigorosamente nere e senza rinforzo anti-infortunistico (roba da teste rasate). Lunga vita al nemico numero 1 del Dr. Scholl.

il mio amico Silvio

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Da Repubblica.
Il segretario di Stato Hillary Clinton ha approfittato del vertice Osce ad Astana, in Kazakhstan, per ricucire i rapporti con gli alleati raffreddati dopo le rivelazioni, compreso quello con il premier italiano Silvio Berlusconi. Descritto dalla diplomazia Usa in Italia come “vanitoso”, “debole politicamente e fisicamente”, “assiduo frequentatore di feste”, Berlusconi diventa così il “miglior amico dell’America”, come sostiene il segretario di Stato al termine di un bilaterale con il presidente del Consiglio.

“Non abbiamo amico migliore di Silvio Berlusconi – sottolinea ancora la Clinton – ha sostenuto sempre con la stessa coerenza le amministrazioni Clinton, Bush e Obama”. Il segretario di Stato Usa ricorda poi il “sostegno generoso” dell’Italia alla campagna militare in Afghanistan e affermato che “tanto le amministrazioni repubblicane quanto quelle democratiche sanno che possono contare sull’Italia e su Berlusconi per realizzare e sostenere i valori che condividiamo”.

Ma, a quanto risulta dalle corrispondenze dall’ambasciata americana a Roma per la madrepatria, gli Usa hanno guardato con sospetto il nostro premier anche per le sue amicizie, così calorose da risultare spesso sopra le righe, con il leader libico Gheddafi e il premier russo Vladimir Putin. Proprio l’uomo forte di Mosca, dopo aver preso atto dei giudizi poco lusinghieri espressi nei riguardi  suoi e della Russia nei rapporti diffusi da WikiLeaks, oggi ha usato toni duri contro l’amministrazione Obama, praticamente unico caso tra tutte le “vittime” del caos diplomatico creato da Assange.

 

 

 

 

The Italians don’t seem to care, so why should we?

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Linkato da Internazionale, un post internazionale basato sull’intervista di Nadia Macrì. Cose che chi si informa sa già, anche se viste con gli occhi dei vicini fanno peggio. E, per rinvigorire l’ulcera, uno sguardo ai commenti. Eccone alcuni:

#This man never ceases to amaze. Sometimes I try to imagine what would happen if Barack Obama (or any president) were involved in similar antics.

#This is like the millionth story to come out about Berlusconi and his sex parties. The Italians don’t seem to care, so why should we?

#Condolences to Italians around the globe, if I were one of you I would be so embarrassed of all the bullshit that surrounds this horrible man, sigh.

#Oh, if only Bill Clinton had been born Italian.

#Oh, god, gross. I keep hearing about how Italians generally hate this guy, but why has he been in power for so long, then?

#So basically, if I want to do a head of state, Berlusconi is the easiest?

#The fact that Berlusconi gets more pussy than I do is depressing.