quanto sei triste in una scala che va da uno a Modena di Antonello Venditti?

Pubblicato il 1 commentoPubblicato in alti e bassi di fedeltà sonora

Se chiudete gli occhi e immaginate fortissimamente che il Venditti che si vede e si sente in giro almeno da “Dimmelo tu cos’è” non sia mai esistito possiamo ricordarcelo com’era: sufficientemente impegnato, molto campanilistico, parzialmente smielato, decisamente di successo e comunque innegabile colonna sonora degli anni 70. Non conosco nessuno a cui non piacesse e […]

il pianoforte sulla spalla?

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Sono poche le canzoni in grado di farmi saltare i nervi. Be’ oddio nemmeno così poche, se non altro perché alcuni brani compresi in questo elenco personale si ascoltano raramente, ormai si può dire che sono finiti nel dimenticatoio condannati da un più che giustificato oscurantismo culturale. Roba tipo “Uomini soli” dei Pooh, un medley […]

cominciamo bene

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in alti e bassi di fedeltà sonora, potrebbe piovere

Il livello di una civiltà lo si evince anche dal tenore degli artisti ospiti nella trasmissione tv della notte di Capodanno sulla rete ammiraglia, quella che uno tiene come riferimento solo per gli ultimi centottanta secondi di conto alla rovescia, giusto per essere sincronizzati con il resto del mondo e poi, anziché spegnere, lascia lì […]

sundayness, o domenicosità, ovvero spiegare cos’è la domenica negli altri giorni della settimana

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in quattro stagioni (rossa), Spazio Pour Parler

M. sfonda porte aperte. Poco fa, a cena, in una sera che è la domenica sera, mi ha proposto e abbiamo a lungo discusso di quella sensazione, o come diamine si può chiamare altrimenti, che è la domenica. Ed è incredibile come possa essere un qualcosa di universalmente riconosciuto, almeno qui nell’occidente opulento. La domenica […]