epilogo

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Scroccare una sigaretta elettronica. Fare la colletta di spiccioli tramite rid. Domandare informazioni stradali ai passanti. Nascondere i giornalini porno nei cassetti del comò sotto la biancheria per non farsi beccare dai genitori. Cercare una parola sul vocabolario scorrendo il dito sulla pagina. Sono tante le cose che non ha più senso o che non vedremo più fare. Dopo le cabine telefoniche e le cartoline dalle località di villeggiatura, aumenta vertiginosamente l’elenco delle abitudini destinate a svanire. Però non cantate vittoria, voi postmoderni. Perché non è detto che cambiate le abitudini in meglio e raggiunto il successivo stadio evolutivo – cosa che ci si aspetta grazie al progresso e alla capacità di adattamento all’ambiente e alle condizioni socioculturali se non politiche – l’uomo facendo finta di nulla non decida di retrocedere di qualche passo o tornare indietro di una manciata di caselle senza nemmeno aver sorteggiato una carta degli imprevisti. Un regresso sua sponte. E come se non fosse successo nulla certe usanze date ormai per pienamente archiviate e sulle quali si possono costruire persino barzellette, dopo si ripropongono come cibi maldigeriti, come se qualcuno che non è riuscito ad abituarcisi volesse riportarle in auge a discapito degli altri sperando in fattori quali l’appisolamento delle coscienze, la distrazione da altro a cui pensare, il tempo che lenisce ogni ferita e fa cambiare il giudizio sulle cose. La gravità della situazione. Lo spread. Ecco, dico solo che poi uno arriva a un certo punto e si chiede se davvero qualcuno non ci stia prendendo per il culo. E mi riferisco alla apparente volontà del PD di votare per l’elezione di Marini. No, eh, per piacere. A meno che non ci sia dietro una strategia che, noi della base, proprio non c’è verso di cogliere.