per un pugno di dollari

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David Bowie, vestito da cowboy, che suona la chitarra e canta una canzone. È doppiato da schifo, un timbro che nemmeno lontanamente ricorda il duca bianco, ma è Davie Bowie e altrove, stiamo parlando della tv in una sera qualsiasi d’agosto, quando è già disdicevole di per sé essere in casa con la tv accesa, ma può capitare, c’è il vuoto digitale. Non ricordavo che avesse fatto un film ultimamente; ho visto L’uomo che cadde sulla terra e Miriam si sveglia a mezzanotte, ricordo Furyo. Ma film recenti? E poi Mr. a lad insane che recita in un western? Stiamo a vedere. È questione di secondi e vedo anche Harvey Keitel, è di profilo e guarda dalla finestra. Tra me e me penso che la cosa si sta facendo interessante. Harvey Keitel, diamine, un tempo era il mio beniamino, soprattutto dopo Smoke. Ci sono buone probabilità che il film sia di qualità. Ma il terzo indizio fa piazza pulita: a fianco di Harvey Keitel fa capolino Pieraccioni. La tv si spegne come per incanto; ho deciso, per il mio equilibrio, di continuare a ignorare il motivo e i dettagli di un simile coacervo cinematografico. Bowie che ha accettato, non so quando e non so come, di fare un film con Pieraccioni. Vi prego di non dirmi nemmeno il perché.