ti ho visto in piazza

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Credo che gli studenti che sono scesi in strada a manifestare contro la scuola, il governo, le banche, i Monti e i Fornero dovrebbero cambiare oggetto della protesta e manifestare principalmente contro i loro genitori, rei di aver favorito, approvato con il loro consenso oppure non essersi opposti con sufficiente convinzione a scuola, governo, banche, i Monti e i Fornero. Il vero colpevole di quello che  ha cancellato il loro futuro, anche se a quell’età è difficile distinguerlo in una indistinta nebulosa con tanto di scia chimica dietro, si annida tra le loro stesse mura di casa e va ricercato negli scontrini mai richiesti o mai stampati, nei sotterfugi per evitare quella o quell’altra tassa, nelle mappe degli Autovelox che, una volta superati, si pigia sull’acceleratore e via, nei modelli di consumo e tutto quello che hanno generato, nella cultura che attraverso le loro scelte e non-scelte hanno fatto sì che si diffondesse. Un vero e proprio sistema che poi sì, ha prodotto la scuola a cui si ribellano, il governo, le banche, i Monti e i Fornero di conseguenza. Ecco cosa mi piacerebbe sapere: tutti quegli studenti che sono scesi in piazza, tornati a casa, che cosa hanno trovato.

7 pensieri su “ti ho visto in piazza

  1. Goffredo

    Non sono d’accordo. Le persone hanno il diritto all’ingenuità e pure a disinteressarsi di politica. Non per questo, chi governa deve approfittarne. Il voto dovrebbe essere lo strumento democratico, purtroppo oggi i tre poteri dello stato sono perennemente in conflitto d’interessi, questo ha distrutto il nostro ordinamento pubblico. E poi ho visto molti giovani protestare contro le scelte dei loro genitori. Si, perché non volevano comprargli l’iPhone o la PSP.

  2. Goffredo

    Anche il tuo punto di vista è condivisibile. Le nuove generazioni hanno il diritto di ribellarsi a un sistema che non tutela il futuro di nessuno, e che i padri hanno svogliatamente assecondato convinti di fare il bene dei figli.
    Un saluto

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