che poi andranno tutti a votare per i montezemoli e a noi ci lasceranno vuoti, senza nemmeno le consonanti

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Io non li sopporto proprio quelli che non la pensano come me in politica, addirittura quando sento un parere discordante, opposto o semplicemente quelli che devono per forza aggiungere qualcosa al mio punto di vista, ecco, più invecchio e più trovo la cosa irritante. Tanto che ho ridotto al minimo questo genere di discussioni e dal vivo quando la conversazione vira su temi di questo genere fingo di dover andare urgentemente in bagno, in ufficio simulo l’arrivo di una e-mail importante, evito i momenti di confronto e le occasioni conviviali con amici e colleghi in periodi a rischio come le elezioni, le primarie, grandi eventi storici e così via. Potete immaginare di questi tempi, quando a credere ancora alla forza di un movimento di persone unite per sottoscrivere un programma siamo meno del cinquanta per cento contro un esercito di cani sciolti che vedono tutto sempre più uguale a non si sa bene cosa. Sono tutti uguali, ho capito, ma qual è l’archetipo? Andreotti? Comunque, sui social network mi scappa di lasciarmi prendere da qualche discussione, in Internet gioca un ruolo fondamentale la comodità di fare qualunque cosa comodamente seduti sul divano di casa propria come un tempo si potevano prenotare gli attrezzi per esercitarsi sugli addominali o le pentole Mondialcasa o persino i mobili di Aiazzone alle televendite, se non ricordo male. C’era sempre una sorpresa da passare a ritirare insieme. Ma al terzo tentativo fallito di convincere l’interlocutore o l’uditorio sul fatto che io ho oggettivamente ragione e che lui/loro non capiscono un cazzo mi rammento della mia disaffezione forzata verso il genere umano oltre la porta blindata di ingresso di casa mia. E il vantaggio insuperabile della rete è che così bastano due clic e non è successo nulla. Questo mood generale spiega cose come l’assenza completa di elettori del centrodestra e oltre dalle mie frequentazioni occasionali, per non parlare delle amicizie. Ho avuto una fidanzata che votava di là proprio come il protagonista di questa storiella qui che mi somiglia moltissimo, un’altra da ragazzino che aveva il papà molto craxiano e lo ho pure votato alle amministrative, sapete vero la boutade dei motori da traino alternativi ai più tradizionali erbivori. Voglio dire, condividere un progetto di vita su valori così distanti è impossibile, per non parlare al lato pratico di cose concrete e delle scelte quotidiane. Magari hai un amico di destra e un giorno te lo trovi come aguzzino in un posto come Garage Olimpo o che ti butta giù dall’aeroplano sull’oceano e non è bello, insomma può essere imbarazzante. Tanto quanto quelli che sostengono chi ha sostenuto Marchionne o pensano che il cambiamento sia da prendere così, basta che scenda uno che dica che vuole cambiare le cose che tutti gli esasperati gli dicono che sono con lui, la vita è adesso, cambiamo il cambiabile e non solo. Dai, su. E in periodi come questi mi verrebbe da litigare con tutti e lo farei se la paura di prendermi un pugno in faccia non superasse la verve polemica, anzi è ancora la rete a venire in soccorso dei pavidi come il sottoscritto che al massimo rischiano un defollow. Un unlike. Una trollata. E così mi viene da scrivere cose come questa che sta per volgere al termine anziché scrivere una analisi più precisa sul significato di questo primo turno. Ma non ne sarei in grado, meglio lasciare a chi lo fa di mestiere. Ubi maior, popolino.

Un pensiero su “che poi andranno tutti a votare per i montezemoli e a noi ci lasceranno vuoti, senza nemmeno le consonanti

  1. Ma scherzi?! Vuoi mettere avere da discutere quotidianamente come ti mantiene giovane?! La discussione é la linfa vitale dei rapporti. L’importante poi é che vinca io.

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