alcuni aneddoti dal mio futuro

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alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 13.03.14

Smila Blomma In UK, “Emigrare al tempo di Skype”: Io voglio fare un’apologia di Skype. Non mi importa se mi spia. Skype mi ha reso tutto più facile e il giorno che mi farà anche sentire il profumo degli gnocchi allora magari gli regalerò una busta coi soldi ad ogni Natale. Emigrare al tempo di Skype fa tutta la differenza del mondo.

Rivista Studio, “Perchè i ritornelli delle canzoni sono fondamentali”: La ragione di questo amore per le ripetizioni canore l’ha spiegata Elizabeth Margulis, direttore del Music Cognition Lab della University of Arkansas, in un saggio pubblicato su Aeon. La sua tesi è semplice: la ripetitività del ritornello incarna quel desiderio inconscio dell’essere umano alla cosiddetta coazione a ripetere.

La Privata Repubblica, “Cinquanta Sfumature Di Borromeo”: Sta facendo molto discutere l’incredibile inchiesta di Beatrice Borromeo sul sordido mondo del sesso adolescenziale. Del resto, era inevitabile: non solo abbiamo scoperto che le nostre ragazzine non vanno a messa e non giocano con le Winx, ma che addirittura zompettano nelle palestre al grido di «Finalmente mi hanno stappata!» e terrorizzano i maschietti scagliando loro addosso pompini e tonnellate di verginità.

Alessandro Gilioli, “Alto gradimento”: Una questione di metodo che poi è la stessa di sempre, in Italia, da vent’anni: dalla “spilla acchiappaburini” che brillava in tivù nel 1994 (cit. Enrico Deaglio) fino a quel «sì, avete capito bene!» con cui Berlusconi sdoganò definitivamente lo stile Vanna Marchi promettendo l’abolizione del bollo auto nel 2006.

Luca De Biase, “E le aziende scoprono che internet impone un cambiamento strategico nel loro dialogo con la società”: Gli strumenti di accesso in mobilità, dai tablet agli smartphone, sono talmente pervasivi nei paesi occidentali da dare l’impressione che la rete si sia sciolta nell’ecosistema. Del resto, internet connette ogni giorno qualcosa di più: le automobili alle centrali operative delle assicurazioni, le luci delle case ai centri di coordinamento delle reti elettriche, i sistemi di sorveglianza agli occhi elettronici posti in ogni luogo che ne richieda il servizio, le carte di credito e i pacchi delle merci spedite ai mercati di esportazione. Internet è ovunque, come le informazioni registrate in rete. Le persone connesse in rete sono dotate di una forma di presenza in più. E le possibilità internettiane di espressione, memorizzazione, elaborazione estendono i cervelli individuali suggerendo continuamente nuove scoperte e comportamenti. E le macchine sulle quali questo gigantesco insieme di dati si registra possono disegnare mappe della vita capaci di restituire l’immagine della complessità in movimento ma offrendo gli strumenti per attraversarla con una nuova forma di conoscenza.

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