con i fanti ma non con i santi

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Nella busta c’era una tua foto con la faccia tutta impiastrata di non so quale crema di bellezza e due fette di cetrioli sugli occhi, e davvero trovo sia stata una trovata fantastica se non fosse che ci metto un po’ capire le cose. Nel senso di discernere tutti i livelli di comprensione, quelli che certa gente ci ha pure lasciato la ragione. Sai che io so che è uno scherzo per non passare per una che ha inteso seriamente di inviare a uno che conosce solo via Internet una foto che uno si aspetta una foto un po’ audace ma poi che senso ha inviarsi una foto, audace o no, via posta per di più dalla Francia all’Italia quando c’è Internet e anche se siamo ancora ai tempi di Altavista e di Windows 98 comunque le immagini digitalizzate e compresse esistono già. Quindi i piani di lettura sono molteplici. Tutto lo sbattimento per mandare un ritratto volutamente poco rivelatorio e altamente ironico per di più stampato, imbustato e bollato senza che il destinatario abbia chiesto nulla ma di tua iniziativa quando tu avresti potuto farti un selfie, anche se non si chiamavano così, e mandarlo in una manciata di secondi. Troppo elaborato per un semplicione come me. Tra l’altro non sapevi il mio indirizzo e me l’avevi mandata al lavoro, un ufficio di almeno tre o quattro aziende fa. Poi infatti avevo trovato di meglio, professionalmente intendo, e la foto con la crema di bellezza e i cetrioli era rimasta nel cassetto ma non credo volutamente. Forse era un modo inconscio per restituire lo scherzo a qualche altro ignoto, che prendendo il mio posto avrà trovato la busta con il tuo ritratto lì dentro e chissà, davvero, che cosa avrà pensato. Magari era uno più sveglio e intelligente di me.

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