i loop che aiutano a crescere

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Al prossimo che gli sento dire che ha l’impressione che se interrompe la routine poi muore e che usa troppi che in una frase qualsiasi come questa spengo tutto e me ne vado. Metaforicamente si intende. Sai, ho davvero bisogno di fare pilates tre volte alla settimana altrimenti mi si incricca la schiena, mi sembra di sentirvi mormorare. Ma poiché l’unica motivazione che vi fa schiodare il culo dal divano per buttare giù qualche caloria sono solo i settanta euro al mese di Virgin Active che vi nebulizzano direttamente dalla vostra carta di credito e che dovete ammortizzare o ammortare (come si dice?) è evidente che la vostra coscienza ha un iban al posto di un senso di responsabilità, che ormai pochi dispositivi elettronici riconoscono. Vogliamo parlare di tutte le vostre fissazioni alimentari, che al primo morso di formaggio fatto dal contadino che vive a impatto zero da un numero di generazioni che si perde nei tempi correte in bagno in preda alla sciolta? La vostra flora intestinale ormai è di pertinenza di alcune multinazionali di cui è meglio non fare i nomi a meno di non avere un padre nello studio di un avvocato di grido, vi hanno resi dipendenti da una serie di fattori segreti come quello della più celebre bevanda con le bolle al mondo, dopo la birra, e solo loro ne conoscono l’antidoto. E se siete vegani peggio per voi, io faccio uno strappo al mio animo compassionevole verso gli animali e non provo più pena per il maialino che mi si offre in sacrificio quando mi beo della natura nella terra che costituisce il tripudio della quarta declinazione latina, perché adattarsi al cambio di marcia in cui persino un panino al prosciutto – una ricetta così semplice che so prepararla anch’io – diventa un dramma tanto più che mica vi potete mettere a brucare l’erba come le capre. Per il resto, altre schiavitù sono appagate se non altro grazie al fatto che il wireless c’è più o meno dappertutto a cinque euro l’ora. Quindi al prossimo che mi dice che le vacanze fanno male davvero spengo tutto e me ne vado, sempre metaforicamente, perché se non siete capaci di inventarvi altri momenti di continuità relativa, di quelli che danno sicurezza e consentono di mantenere un buon equilibrio, davvero non saprei proprio come esservi d’aiuto.

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