perché in musica il concetto di alta fedeltà è improprio

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La letteratura e la cinematografia sono intrisi di luoghi comuni sui musicisti, ci avete mai fatto caso? Quando c’è da rappresentare un brutta persona, egoriferita e poco affidabile, si ricorre spesso al cliché del musicista, e ogni volta che vedo o leggo storie con protagonisti o personaggi che suonano e, di conseguenza, mandano all’aria la loro vita e quella delle persone che hanno accanto, mi incazzo perché nella realtà è molto peggio.

Non puoi contare su un musicista in nessuna occasione. Quando devi mettere su famiglia, quando sei malato, quando hai bisogno di un prestito. Se hai bisogno di qualcuno a cui lasciare le chiavi di casa per accudire il gatto o le piante mentre sei in ferie, se gli chiedi di prepararti una compilation per correre o giusto perché vuoi qualcosa di nuovo da ascoltare, se vuoi prendere lezioni di solfeggio e persino se devi trovare qualcuno per suonare al tuo matrimonio. Quando ti chiedono in prestito una vhs da digitalizzare, quando ti manca la cipolla per fare il sugo, se non è il tuo turno per fare gasolio nel furgone. Quando dai un appuntamento a una data ora nel tal posto, se ti mancano pochi bollini per completare la raccolta punti della Coop, quando sei sbronzo e hai bisogno di qualcuno che guidi la tua macchina per te. Se non ti ricordi le parti del cocktail che ti hanno chiesto di preparare, quando hai un problema con Windows, se hai bisogno di essere consolato perché c’è una ragazza con cui proprio non c’è storia. Se vuoi un consiglio su un regalo di compleanno, un consiglio su un libro da leggere, un consiglio su qualsiasi cosa.

E non è che se sei un musicista i musicisti a cui ti rivolgi, anche solo per puro cameratismo, si dimostrano migliori. Prova a chiedere a un musicista di esibirsi con te alla festa di fine anno della scuola. E il punto più alto di queste dinamiche i musicisti lo raggiungono infatti quando entrano a far parte di gruppi musicali, composti appunto da altri musicisti. I musicisti nei gruppi lavorano inconsciamente per il loro scioglimento, per aumentare i conflitti tra i componenti, per soverchiare gli altri con il proprio ego e per coprire con il proprio strumento i suoni altrui, per fidanzarsi con le/i partner degli altri musicisti. Per non parlare del fatto che i musicisti quando suonano non ascoltano gli altri musicisti, mentre ad amplificatori spenti li ascoltano ancora di meno, presi solo dalle proprie considerazioni sulla sessione di prove appena terminata.

Quindi se siete scrittori o registi e cercate ispirazione per rappresentare il protagonista musicista del vostro film o del vostro libro chiedete pure, ne so a tonnellate di aneddoti sulla scarsa affidabilità dei musicisti. E state tranquilli: ho smesso di suonare, quindi se vi occorre consulenza potete contare su di me.

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