tutto il resto è marketing

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La costante moria di gente conosciuta, un trend al quale non c’è risposta tantomeno spiegazione, mi fa pensare ogni volta che accade se il famoso Tal dei Tali, mancato a tot anni, avesse ben presente quei libri e quelle storie finite le quali al lettore viene da chiedersi “e quindi?” e la risposta è “e quindi niente, è così è basta”. Grandi personaggi nati e cresciuti in ben altri momenti socio-culturali che, per uno scherzo del destino, sono state contemporanee di certe foto-profilo ai tempi dei socialcosi in cui tutti sembrano interessanti e poi, passati alle armi spietate delle foto casuali – quelle che ci riprendono nella vita reale che non ammette le pose e i filtri – l’espressione che ci ritrae è la stessa che mettiamo in carica ogni sera a pile esaurite, per accenderla il giorno dopo, ma comunque è sempre meno bella, punto e basta. Anzi, punto. Anzi. Potrebbe andare peggio? Certo. Invitate una manciata della gente che avete in contatto su LinkedIn una sera a cena e raccontatevi a vicenda le grandi narrazioni aziendali con le quali ammorbate il prossimo dal punto di vista professionale come se davvero a qualcuno interessasse qualcosa di quello che fate nei vostri uffici, nei vostri studi di partite iva o anche in quegli assurdi spazi di co-working di cui ci riempiamo le nostre bocche da disoccupati. Quei quattro gatti che inventano davvero qualcosa di tangibile (quindi astenersi start-up) e fanno il botto mi fan scappare da ridere. Bella la Tesla, certo, non si sente altro che parlare della macchina che va da sola o della macchina che cambierà il futuro della mobilità e probabilmente risolverà il problema dell’inquinamento da mezzi su gomma. Vogliamo parlare di quanto costa? Secondo voi i miliardi di persone che vivono nelle economie emergenti e annaspano per guadagnarsi una qualità di vita all’altezza di noi occidentali hanno le risorse per spendere 70mila euro per un’automobile? Ma senza andare troppo nel futuro, tocchiamo nelle nostre tasche e diamo un’occhiata alla marca del nostro smartphone. L’iPhone è figo e tutto quanto ma chi li butta via ottocento euro per un telefono? Questa domanda era retorica e ve ne sarete accorti tutti, ma il punto è un altro. Le vere innovazioni sono quelle gratis o al massimo che ci costano uno sforzo individuale, ancora prima che comune, per migliorare le cose. Tutto il resto è marketing. Ecco, per esempio, questa cosa qui che ho scritto, questo post come si dice sull’Internet, è una di quelle storie finita la quale, e ora è proprio finita, al lettore viene da chiedersi “e quindi?”. E quindi niente, è così è basta.

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